La sinistra a pezzi

Posted Aprile 16, 2008 by Piero Ferrari
Categories: Basilicata, Calabria, Italia, Politica, Problemi, Riflessioni, Società

Buongiorno come uomo di sinistra , voglio fare alcune considerazioni sulla sinistra uscita a pezzi dalle elezioni politiche 2008. Per prima cosa voglio dire che Veltroni non ha perso le elezioni, a lui non interessava vincerle , a lui interessa imporre all’ Italia il modello politico americano , due partiti molto simili , interscanbiabili, se poi il 50 % dell’ elettorato non va a votare a lui poco importa per fare questo ci sara’ o una modifica della legge elettorale o il refeendum Segni-Guzzetta, ma ci si arrivera’. L’ esito delle elezioni politiche ha sancito il taglio delle estreme , la destra e la sinistra. Voglio soffermarmi su quest’ ultimo aspetto. In Italia vi è tanta sinistra nella societa’, non maggioritaria, ma considerevole, si tratta di stabilire quale sinistra ricostruire. Vi è una sinistra che si rifa’ al Socialismo europeo, di stampo socialdemocratico europeo, moderna che guarda non solo alla lotta di classe , agli operai ed agli sfrattati , ma anche al ceto medio immiserito, ai giovani precari scolarizzati, professionalmente qualificati , ma poco sfruttati professinalmete e sottopagati ecc ecc  , quella alla quale io personalmente mi sento piu’ vicino  , sinistra che dovrebbe occupare il posto lasciato vuoto dai DS. Infatti col tempo molte persone di sinistra che hanno votato Pd si accorgeranno che tale contenitore di sinistra non ha nulla e questa sinistra moderna dovrebbe essere capace di intercettarla. Poi vi è la sinistra che ha fatto flop, costutuita da Comunisti Italiani, Verdi e Rifondazione. Ancorati ad un ‘ idea di sinistra che non esiste piu’, restia a discutere in maniera non pregiudiziale dei temi dell’ immigrazione , della sicurezza, dell’ investimento in ricerca e sviluppo, capace solo di dire no al nucleare, agli inceneritori, alle discariche , ecc ecc senza dirci dove depositare i rifiuti, una sinistra burocratizzata, che ha smesso di stare a contatto col suo popolo, autoreferenziale, presuntuosa, e per nulla democratica. Poi vi è la sinistra estrema che si batte per costruire in Italia una societa’ comunista o anticapitalista nel futuro , anche i prossimi secoli. Quindi nella societa’ italiana vi sono tre sinistre, la prima sinistra che si rifa’ al Socialismo europeo , la seconda  sinistra, ambientalista-operaista, la terza sinistra , comunista. Queste tre sinistre non possono coesistere insieme , possono formare un mero cartello elettorale e nulla piu’. La seconda sinistra, che rappresentava il grosso della Sinistra Arcobaleno ha fatto flop per vari motivi, farei notte ad elencarli tutti, i principali sono : essersi poltronizzata , assessorializzata, perdendo il contatto col suo popolo , con la sua base in cambio di Presidenza della Camera , di ministeri, di assessorati regionali all’ ambiente, di consulenze e posti per parenti ed amici, per dire no a tutto , per tacciare di razzismo chi pone in maniera non demagogica il problema dell’ immigrazione , della sicurezza nelle periferie urbane , con il risultato che il suo popolo ha finito per votare la lega Nord. La terza sinistra vale a dire Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Critica e la miriade di partitini e groppuscoli, in Italia non vanno oltre l’ 1- 1,5% , mai andati , questo è il loro peso e lo dimostra il fatto che di fronte alla catastrofe elettorale dell’ Arcobaleno , loro non sono stati in grado di raccogliere piu’ dell’ 1 % dei consensi , non riuscendo ad intercettare l’ astensionismo di sinistra. Quindi quando parliamo di sinistra bisogna capire a quale delle tre sinistre ci riferiamo. Io personalmente mi auguro che dalle ceneri nasca una sinistra moderna , di stampo socialdemocratico nord europeo, attualmente assente in Italia, che non parli solo di laicita’ , di coppie di fatto, di diritti dei gay, argomenti che fanno presa una piccola parte della popolazione , l’ 1 % , la forza elettorale dei socialisti, una sinistra che coniughi il tema della riduzione del debito pubblico mediante una tassa patrimoniale proporzionale e progressiva, che guardi al ceto medio immiserito e proletarizzato, al mondo giovanile , parlando ai giovani, occupandosi dei loro problemi, di uno sviluppo ecocompatibile senza dire no a tutto, di una sinistra che lasci i ministeri , gli assessorati regionali e parli alla gente , che si occupi dei loro problemi quotidiani, che non faccia due , tre grandi kermesse all’ anno, ma che faccia politica giorno per giorno, a fianco della gente che si occupi come il mio partito dei singoli problemi , al posto di prefigurare societa’ alternative, utopie o disquisizioni filosofiche di Bertinottiana memoria Occorrono per far risorgere la sinistra italiana dalle ceneri tre condizioni, ricambio della sua classe dirigente in toto , sia a livello nazionale che periferico, cessare di fare i burocrati , stile politburo sovietico e stare in mezzo alla gente, nelle piazze, non essere partito di lotta e di governo , ma scegliere cosa essere, se l’ uno o l’ altro. Senza queste condizioni vi continuera’ ad essere in Italia tanta sinistra senza rappresentanza parlamentare, pensare di unire le tre sinistre ? , impossibile. Questo mi sento di dire da uomo della  sinistra che lavora e che non vive di politica. Piero Ferrari segretario regionale del Nuovo partito D’Azione della Calabria e della Basilicata

De Magistris fa ricorso in Cassazione contro la condanna del Csm

Posted Aprile 12, 2008 by Piero Ferrari
Categories: Calabria

Il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Luigi De Magistris , ha presentato stamani davanti alle sezioni civili della Cassazione il suo ricorso contro la condanna che gli è stata inflitta dal Csm al trasferimento di sede e funzioni. Il magistrato ha depositato stamani il ricorso , firmato da lui e dal suo legale , avv Loizzi , ed una memoria difensiva. De Magistris non ha fatto alcun commento sul contenuto del ricorso. De Magistris fu condannato il 18 gennaio scorso , per sei dele undici accuse che gli erano contestate inizialmente e , in particolare , per due provvedimenti che l’ accusa aveva definito “abnormi” :quello con cui De Magistris aveva disposto che i nomi di due suoi indagati , il senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli e il generale Cretella Lombardo , fossero chiusi in un’ armaqdio blindato , e il decreto di perquisizione nei confronti del pg di Potenza Tufano , in cui si riferivano fatti ” non pertinenti”. In una memoria allegata al ricorso che il suo legale ha presentato alle sezioni civili unite della Cassazione contro la condanna che gli ha inflitto mil Csm alla censura ed cal t5rasferimento d’ ufficio , il pm di Catanzaro Luigi De Magistris , il pm di Catanzaro Luigi De Magistris si dice certo di riuscire a provare la correttezza del suo comportamento di magistrato e sottolinea di aver svolto i suoi compiti di pubblico ministero con “una dedizione senza limiti”. Non potra’ che essere acclarata la correttezza del mio operato e la serieta’ e dignita’ professionale, cosi’ come non potra’ non emergere l’ inconstistenza degli addebiti , scrive il sostituto procuratore nel voluminoso documento di 95 pagine. Il magistrato sottolinea che il particolare ” contesto ambientale ” in cui ha dovuto operare e insiste sull’ impegno “senza limiti” profuso nel suo lavoro sino al punto di “sacrificare affetti e vita personale”. Quella del Csm è stata una sentenza illogica e inconsistente e mi auguro che si possa arrivare ad un’ annullamento. E’ quanto sottolinea il prof Gilberto Lozzi , legale del pm De Magistris, a proposito del contenuto presentato oggi in Cassazione. Un ricorso ha aggiunto fondato su motivi procedurali e sostanziali. Secondo il legale , alcuni contenuti della sentenza fanno riferimento a fatti diversi da quelli incolpati e quindi non c’è correlazione tra accusa e difesa. Parlando degli elementi d’ accusa della sentenza , il legale , ha fatto riferimento , prendendolo come esempio , ad una non convalida di un fermo. De Magistris - ha detto - ha chiesto provvedimenti di custodia cautelare in carcere per decine di persone , ma per 7-8 mesi non è stata presa in considerazione. C’è chi ha continuato a delinquere, ed in un caso , per tentato omicidio , in accordo con il Procuratore , ha emesso un provvedimento di fermo ,ma, per una svista banale non ha chiesto la convalida del fermo. Questa ha aggiunto è stata ritenuta una delle cose piu’ gravi. Il ricorso presentato da Loizzi è composto da circa 120 pagine. Insieme è stata presentata una memoria dello stesso magistrato. Fonte Ansa. Torno a ripeterlo, terminata la tornata elettorale i problemi resteranno tutti sul tappeto, uno di questi riguarda lo Stato di diritto e l’ indipendenza della Magistratura. Le elezioni non cancellano i problemi e questo importantissimo problema, sara’ sul tavolo di tutte le forze politiche italiane , indipendentemente dell’ esito elettorale. Noi neoazionisti continueremo a batterci, senza indugi di sorta per affermare questi principi, sanciti dalla Costituzione. Piero Ferrari segretario regionale del Nuovo Partito D’Azione della Calabria e della Basilicata

Why Not, fuori i conti dei politici

Posted Aprile 5, 2008 by Piero Ferrari
Categories: Calabria, Giustizia, Inchiesta di Luigi De Magistris, Italia, NPA, Politica, Problemi, Riflessioni, il degrado calabrese

Dov’è il tesoro dei politici scoperto da Luigi De Magistris?è in giro per l’ Europa, dalla Svizzera alla Francia passando per San Marino. Ma le dilazioni impresse dall’ inchiesta con lo smembramento in piu’ parti,hanno allungato i tempi di definizione operativa dell’indagine. De Magistris avrebbe chiuso tutto entro la fine dell’ anno,era questa la previsione. L’ avocazione decretata da Favi e l’ arrivo di Iannelli allungheranno ancora di piu’ i tempi?In quesito amletico riguarda le ingerenze effettuate dal potere politico e dal Ministero romano. Ma il dato di fondo che piu’ interessa è connaturato solo in parte alle pur doverose conseguenze penali. I conti segreti a cui attingevano,sotto mentite spoglie,politici e rappresentanti istituzionali calabresi si trovano all’ estero. Cosi’ come sono sparse per l’Italia alcune proprieta’ immobiliari riconducibili alle plusvalenze illegittime verificatesi in tutti questi anni. Le indiscrezioni trapelate dalle indagini condotte dal sostituto procuratore partenopeo parlavano di un vero e proprio forziere diviso tra lo Stato del Titano ed alcuni cantoni svizzeri. Un maxi conto da 33 milioni di euro, una sorta di bacinella comunedalla quale attingevano alcuni gruppi specifici, sia del centrodestra che del centrosinistra. Ma dall’ indagine sarebbe emersa la presenza di beni immobili in alcune regioni italiane, come la Toscana,direttamente ricollegabili ad esponenti di spicco della politica calabrese. De Magistris aveva dichiarato,senza chiaramentescendere nei particolari,al nostro giornale, il 19 agosto scorso, di avere trovato il tesoro della politica calabrese. Era riuscito a decodificare le chiavi d’ accesso svelando i nomi reali che si nascondevano dietro le cifre,e di prestanome a cui erano intestati i conti. Il timore è che la polemica sulle attribuzioni della delega all’ indagine e lo scontro tra il guardasigilli ed il magistrato possano produrre ritardi nella ricerca della verita’. Isoldi sono stati trovati e non puo’ essere cancellata la memoria delle rilevazioni effettuate. C’ è da rispettare,indubbiamente, la fase istruttoria con possibile fuga di notizie,ma c’è anche da chiarire definitivamente chi sono i politici corrotti della Calabria,dove sono tuttora e se è affidata loro la conduzione della politica istituzionale della Calabria.èuna domanda che difficilmente gli Azzeccagarbugli che stanno tendando di affossare l’inchiesta  suWhy Not, riusciranno ad eludere. Ma il tempo stringe e l’ opinione pubblica ha bisogno di conoscere la verita’. Con le prove dei misfatti. Tratto dal quotidiano La provincia cosentina. Piero Ferrari segretario Nuovo Partito D’Azione regione Calabria

Gratteri “In Calabria fino al 20 % dei voti sono pilotati”

Posted Aprile 3, 2008 by Piero Ferrari
Categories: Calabria, Costume, Italia, Malapolitica, Politica, Problemi, Riflessioni, il degrado calabrese

<< Le cosche sono pronte da tempo ad affrontare le elezioni . La ndrangheta non ha bisogno di aspettare il voto  per fare politica , non si muove certo quando deve scegliere un candidato>>. Fa politica ogni giorno perchè deve discutere di appalti , di forniture , assunsioni. Anche questo è fare politica. In alcune aree ad alta densita’ mafiosa la presenza della ndrangheta è talmente forte che non c’è bisogno di andare a chiedere il voto . Basta che il picciotto sappia che il capo locale aspira a che venga votato quel partito e gli affiliati si adeguano>>. Sorride Nicola Grattieri se gli si chiede come la ndrangheta si sta preparando alle prossime elezioni. Magistrato della procura generale antimafia di Reggio Calabria , titolare di alcune delle indagini piu’ importanti sulle ndrine e sulla strage che ad agosto dello scorso anno ha provocato sei morti a Duisburg , in Germania , è anche autore , con Antonio Nicaso , di <<Fratelli di sangue>> , dedicato proprio allo studio della ndrangheta. Come magistrato Gratteri sa bene , come si muovono ogni giorno le cosche calabresi. << La ndrangheta  spiega c’è doce c’è da gestire denaro e potere. Ovvio che se ha consenso popolare lo ha anche sull’ elettorato>>. L’attuale sistema elettorale favorisce la criminalita’ organizzata?. E’ molto piu’ facile per le mafie condizionare la scelta di un candidato. Pensi ad un collegio in cui la differenza tra i due  schieramenti è minima , come si fa a pensare che il voto influenzato dalla ndrangheta non possa alla fine risultare determinante?. Stessa cosa accade alle elezioni amministrative. Ci sono paesi nei quali la ndrangheta puo’ gestire tranquillamente un 20% dei voti. Basta spostarli da una parte o dall’ altra per decidere chi fara’ il sindaco , automaticamente ha deciso chi fara’ il segretario comunale , il tecnico comunale , e via a scendere entera’ nel cuore della gestione pubblica , decidera’ gli appalti e le forniture , le consulenze , tutto. Consideri anche che la mafia è bipartisan , non ha ideologie , vota per la persona che possa dargli maggiore tornaconto. Alcune inchieste hanno dimostrato che la Calabria è la regione in cui la collusione tra mafia e politica è piu’ alta. E’ piu’ alta perchè i figli dei capimafia sono tutti laureati , sono  professionisti presenti nella pubblica amministrazione. La ndrangheta ha sempre cercato di mimetizzarsi e di fare accordi con le istituzioni , non ha cercato lo scontro come ” cosa nostra”. Tratto dal sito antimafia duemila. Piero Ferrari segretario regionale del Nuovo Partito D’Azione della Calabria e della Basilicata

Arrestato il consigliere regionale Franco La Rupa. E’ il quarto consigliere regionale in manette

Posted Marzo 19, 2008 by Piero Ferrari
Categories: Calabria, Italia, Malapolitica, Politica, Problemi, Riflessioni, Società, il degrado calabrese

I carabinieri e la guardia di finanza hanno arrestato il consigliere regionale della Calabria Franco La Rupa di 49 anni , ex Udeur e attualmente sospeso dal partito , con l’ accusa di scambio elettorale politico mafioso. La Rupa arrestato nell’ ambito di un’ inchiesta condotta dalla Dda di Catanzaro , è accusato di aver avuto sostegno elettorale dalla cosca di Amantea (Cosenza) capeggiata dal boss Tommaso Gentile , in occasione delle elezioni regionali del 2005. La Rupa è stato posto agli arresti domiciliari. La Rupa oltre che di scambio elettorale politico-mafioso è accusato anche di aver nascosto , insieme al boss Tommaso Gentile , la reale proprieta’ di una motonave che , secondo quanto emerso dagli accertamenti della Dda di Catanzaro , era di proprieta’ degli stessi La Rupa e Gentile. E questo al fine di impedire la confisca dell’ imbarcazione utilizzata dalla cosca Gentile per effettuare viaggi da Amantea alle isole Eolie. Franco La Rupa è il quarto consigliere regionale della Calabria arrestato dal 2006 ad oggi. Il primo consigliere a finire in manette è stato nel dicembre 2006 Dionisio Gallo , dell’ Udc , coinvolto in un’ inchiesta denominata Puma , che faceva riferimento al periodo in cui , nella precedente legislatura , era stato assessore regionale alla forestazione. Gallo accusato di corruzzione , è imputato nel processo scaturito dall ‘ operazione , e per lui i difensori , dopo che il pm ha chiesto la condanna a dieci anni di reclusione , hanno fatto richiesta di rito abbreviato. Il 28 dicembre scorso è stato arrestato il consigliere Domenico Crea , della DC per le autonomie , coinvolto in un’ inchiesta su presunti finanziamenti illeciti nel settore della sanita’ privata. Crea è tutt’ ora detenuto in carcere. Il terzo consigliere arrestato è stato Pasquale Tripodi , coinvolto il 13 febbraio scorso in un’ inchiesta condotta vdalla Dda di Perugia su presunte infiltrazioni della ndrangheta in alcune imprese in Umbria. Tripodi è stato successivamente rimesso in liberta’ dal tribunale del riesame di Perugia , che ha definito illeggittimo il provvedimento restrittivo emesso nei suoi confronti. Un sottoufficiale dei carabinieri , Armando Mendicino , di 46 anni , ed un’ appuntato della Guardia di finanza Domenico De Luca (42) , sono stati arrestati con l’ accusa di concorso esterno in associazione mafiosa su disposizione della Dda di Catanzaro. Insieme a Mendicino e De Luca è stata arrestata Concetta Schettini , di 54 anni , dirigente dell’ ufficio tecnico del comune di Amantea , anche lei accusata in concorso esterno in associazione mafiosa. I tre sono stati posti agli arresti domiciliari. I tre arresti rientrano nella stessa inchiesta nell’ ambito della quale sono stati disposti gli arresti domiciliari nei confronti del consigliere regionale Franco La Rupa. L’ inchiesta denominata Nepetia , il 20 dicembre aveva portato all’ esecuzione di 39 provvedimenti di fermo a carico di altrettanti presunti affiliati alla cosca Gentile tra cui il presunto capo della cosca Tommaso Gentile. Mendicino e De Luca sono accusati di aver agevolato le attivita’ della cosca Gentile fornendo in particolare al capo della cosca informazioni su inchieste della Dda di Catanzaro che riguardavano il suo gruppo criminale. Concetta Schettini è coinvolta nell’ inchiesta perchè avrebbe favorito la concessione della gestione del porto di Amantea da parte del Comune ad una societa’ collegata al boss Tommaso Gentile. Franco La Rupa , il consigliere regionale della Calabria arrestato con l’ accusa di scambio elettorale politico mafioso per i suoi presunti rapporti con la cosca Gentile di Amantea , è indagato anche in un’ altra inchiesta condotta sempre dalla Dda di Catanzaro riguardante la cosca Forastefano di Cassano Jonio. Secondo l’ ipotesi accusatoria , La Rupa avrebbe ottenuto l’ appoggio della cosca Forastefano , cosi’ come sarebbe avvenuto per la cosca Gentile , in occasione delle elezioni regionali del 2005. La Dda anche in questa inchiesta , nel luglio dello scorso anno , aveva chiesto l’ arresto di La Rupa , ma la richiesta era stata rigettata dal gip. Quest’ ultima decisione era stata poi confermata dal Tribunale del riesame di Catanzaro , che aveva rigettato il ricorso presentato dalla Dda. Tratto dal quotidiano online nuovacosenza punto com. Alla luce di questi fatti mi chiedo : cosa debbono presentare nelle proprie liste i partiti politici alle prossime elezioni nregionali della Calabria , uomini che buttano bombe atomiche? Piero Ferrari segretario regionale del Nuovo Partito D’Azione per la Calabria e per la Basilicata

Diario elettorale

Posted Marzo 18, 2008 by Piero Ferrari
Categories: Basilicata, Costume, Cultura, Italia, Nuovo Partito D' Azione, Politica, Problemi, Riflessioni, Storia

Buongiorno comunico a tutti voi che il segretario nazionale del Nuovo Partito D’Azione Pino A Quartana sta tenendo , sul suo blog , il cui indirizzo web è pinoquartana.wordpress.com , lo potete trovare anche nella lista dei miei siti consigliati , un diario giornaliero sulle elezioni politiche 2008 , raccontando in prima persona ed in presa diretta , la nostra esperienza. In un momento storico politico nel quale tutto , anche i nominati , vengono decisi da poche persone nelle segrete stanze dei partiti , mi sembra questo un’ esempio di apertura e di chiarezza. Il diario terminera’ il giorno delle elezioni. Piero Ferrari segretario del Nuovo Partito D’Azione per la Calabria e la Basilicata

Luce e gas stangata da 200 euro per le famiglie ad aprile

Posted Marzo 10, 2008 by Piero Ferrari
Categories: Basilicata, Calabria, Italia, Problemi, Riflessioni, carovita, petizione contro il carovita

Gli aumenti delle bollette scatteranno da aprile ed andranno a sommarsi ai rincari registrati a gennaio. Per il gas impennata del 4,1 % , per l’ elettricita’ del 3,9 %. Le tariffe di luce e gas schizzano verso nuovi rincari + 3,9% per l’ elettricita’ + 4,1% per il gas , secondo le ultime previsioni degli esperti del settore. Ed è allarme consumatori “Con le ultime stime fatte da Nomisma-energia , scrive Rosario Trefiletti , presidente della Federconsumatori , ci avviciniamo pericolosamente a quelle che erano le nostre previsioni per il 2008 per quanto riguarda luce e gas e cioe’ di un aumento complessivo di queste bollette di 200 euro annui” La situazione è quindi molto grave e per il complesso dei costi energetici si puo’ profilare una stangata vera e propria , infatti oltre alla previsione di 210-220 euro l’ anno in piu’ per luce e gas si profila un’ aumento dei carburanti di 210 euro e per il riscaldamento di 160euro l’ anno. Un totale francamente insopportabile pari a 580 euro all’ anno. “èimportante quindi che su tutta questa materia - si accelerino decisioni strutturali in tema di piani energetici , rigassificatori , risparmi  ed energie alternative , ma è urgente che si arrivi ad una definizione ed ad una realizzazione delle tariffe sociali  per le famiglie meno abbienti per quanto riguarda luce e gas. Tratto dal Quotidiano.net. Piero Ferrari segretario regionale del Nuovo Partito D’Azione per la Calabria e per la Basilicata

Il mio rendicoconto personale

Posted Marzo 9, 2008 by Piero Ferrari
Categories: Beppe Grillo, Calabria, Italia, Legge elettorale maggioritaria, Nuovo Partito D' Azione, Politica, Riflessioni, Società

Buonasera a tutti voi , scrivo questo post, al termine delle candidature ad alla chiusura delle liste elettorali. Avevo lanciato , tramite questo blog, un’ appello personale a raccogliere le firme , in Calabria, per addivenire ad una lista da presentare alle elezioni politiche 2008 , in deroga, e con il consenso della Direzione Nazionale del mio partito . Tale lista , nelle mie intenzioni, non doveva essere di esclusiovo appannaggio del mio partito, ma doveva essere una lista di area , comprendente i meetup di Beppe Grillo , le Associazioni antimafia , le associazioni dei consumatori, esponenti di spicco della societa’ civile e per ultimo il mio piccolo partito. Avendo lanciato tale proposta autonomamente , senza consultare preventivamente nessuno dei soggetti  ai quali era rivolto , il mio appello, tali soggetti non erano tenuti nè a raccogliere le firme , nè a costituire la lista elettorale. Infatti nessuno è stato disponibile , per motivi che non conosco, nè tantomeno mi interessa sapere , a spendersi per tale causa. Invero solo Beppe Grillo , dichiarando l’ icostituzionalita’ di tale legge elettorale e la sua indisponibilita’ a scendere in campo , mediante una Lista civica nazionale , ha chiarito la sua posizione , impedendo di fatto ai meetup di candidarsi. Degli altri soggetti ne ignoro i loro legittimi e sacrosanti motivi , constatando la loro indisponibilita’ , mi sono astenuto nella raccolta delle firme , impresa sia impossibile nel suo atto pratico , sia sensa significato sul piano politico , perchè quantanche avessimo raccolto le firme , che senso avrebbe avuto, presentarci da soli  in Calabria?  Nessuno. Oramai la politica in Italia sta assumendo sempre di piu’ dei connotati d’ area politica , per i piccoli partiti , a meno che non si venga accettati dalle aree politiche gia’ presenti Pd, Pdl, Sinistra L’ Arcobaleno, UDC , non vi è piu’ alcuno spazio politico autonomo , con un progressivo restringimento degli spazi di democrazia. Entro un anno o si modifica questa legge elettorale oppure si andra’ al Referendum elettorale maggioritario Segni-Guzzetta che in caso di vittoria dei si portera’ l’ Italia al bipartitismo, due soli partiti, con programmi e composizione simile, e meta’ degli italiani che si asterranno dall’ andare a votare. Altro che sconfiggere ed eliminare la Casta !, sara’ una supercasta per giunta poco rappresentativa delle varie anime politiche esistenti in Italia. D’altro canto , nelle varie elezioni amministrative , perdurando il Tatarellum , continuera’ il vecchio sistema dei piccoli partiti , piu’ che partiti sono , molte volte , solo delle sigle che racchiudono veri e propri comitati d’affari , dove il mero fatto amministrativo, e l’ assenza dell’ elemento politico puo’ giustificare il massimo del trasformismo politico e l’ assenza del voto d’ opinione, solo le Regioni attualmente , in Italia , legiferano ed amministrano, le Province ed i Comuni no , amministrano soltanto , non legiferano. Pertanto prevedo che in Calabria nelle elezioni comunali , si arrivera’ al candidato condominiale , all’ esasperazione all’ enesima potenza del voto clientelare ed amicale, altro che democrazia che nasce dal basso Beppe Grillo , familocrazia, clientelocrazia, amicocrazia , questo sara’ come sempre, con in piu’ l’ apporto elettorale delle varie mafie e camorre varie. Pertanto non vi sara’ piu’ nessun’ altra proposta politica da parte del Nuovo Partito D’Azione , in Calabria, per quanto attiene ad elezioni amministrative di nessun genere, saremo disponibili a valutare senza pregiudizi o preclusioni , tutte le proposte politiche, che questa volta lasceremo agli altri proporre , noi la nostra proposta l’ avevamo fatta, non è stata accolta, ne prendiamo atto, ma non siamo il partito delle proposte a vanvera, largo agli altri quindi. Avremo come unico modus operandi la serieta’ della proposta politica, la specchiatezza dei candidati e la preoccupazione di non infangare il nostro simbolo adamantino accomunandolo con simboli gia’ infangati da piu’ lustri  per collusioni con organizzazioni poco limpide e cristalline. Per quanto riguarda le liste civiche dico a Beppe Grillo ed ai suoi meetup che come loro non accettano nelle suddette liste persone che militano nei partiti politici , noi non agognamo nè punto e nè poco avere a che fare con loro. Spero di essere stato chiaro , la chiarezza e l’ onesta’ intellettuale nella politica attuale sono merce rara. Con stima verso tutti Piero Ferrari segretario regionale del Nuovo Partito D’Azione per la Calabria e la Basilicata

Ernesto Rossi

Posted Marzo 7, 2008 by Piero Ferrari
Categories: Basilicata, Calabria, Costume, Cultura, Italia, Politica, Problemi, Riflessioni, Storia, partito d' azione, uomini del partito D'Azione

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Caserta 25 agosto 1897-Roma 9 febbraio 1967 è stato un politico, giornalista e antifascista italiano che ha operato nell’ ambito del Partito D’Azione e del successivo Partito Radicale. Con Altiero Spinelli ed Eugenio Colorni è in Italia, il massimo promotore dell’ Europeismo. Il manifesto di Ventotene, di cui condivise la stesura con Spinelli e che fu pubblicato e curato da Colorni , è il suo libro piu’ importante ed il suo testamento morale. Non ancora diciannovenne partecipo’ volontario alla prima guerra mondiale. Nel dopoguerra,mosso dalla opposizione all’ attegiamento dei socialisti di ostilita’ nei confronti dei reduci e dei loro sacrifici e dal disprezzo della classe politica incapace di slanci ideali, si avvicino’ ai nazionalisti del “Popolo dItalia”diretto da Benito Mussolini, giornale col quale collaboro’ dal 1919 al 1922. In quel periodo pero’ conobbe Gaetano Salvemini con il quale inizio’ un lungo legame di stima e di amicizia e si allontano’ definitivamente e radicalmente dalle posizioni che lo stavano portando all’ ideologia fascista. A Salvemini, Ernesto Rossi si lego’ da subito e il vincolo dell’ amicizia, oltre che dall’ ammirazione e dall’ affetto, venne ben presto cementato dalla piena intesa intellettuale “Se non avessi incontrato nella mia strada, al momento giusto Salvemini, che mi ripuli’ il cervello da tutti i sottoprodotti della passione suscitata dalla bestialita’ dei socialisti e dalla menzogna della propaganda governativa, sarei facilmente sdrucciolato anch’ io nei fasci di combattimento”. Da allora il suo percorso non ebbe tentennamenti nè perplessita’. Vibro’ sempre una certezza affermativa nelle sue opere, e tutto-l’ intrepida moralita’, la causticita’ sibilante, l ‘ astuzia affilata-tutto, proprio tutto venne posto al servizio di questa certezza, che poi era la consapevolezza di dover difendere comunque ed ad ogni costo la liberta’. Nel 1925 con il gruppo dei Salveminiani da’ vita al giornale clandestino Non Mollare!. Da questo deriva l’ implacabile determinazione con cui si oppose al regime fascista. Fu dirigente insieme con Riccardo Bauer, dell’ organizzazione interna di ” Giustizia e Liberta’”, e quindi pago’ la sua intransigente attivita’ antifascista con 20 anni di carcere, inflittigli dal Tribunale Speciale, dei quali nove furono scontati nelle patrie galere e gli altri quattro al confino nell’ isola di Ventotene. Qua con Altiero Spinelli ed Eugenio Colornimaturo’ piu’ compiutamente quelle idee federaliste che nel 1941 ricevettero il suggello del famoso Manifesto di Ventotene. Dopo la liberazione, come rappresentante del Partito D’Azione, fu sottosegretario alla ricostruzione del governo Parri e presidente dell’ ARAR fino al 1958. Dopo che fu sciolto il Partito D’Azione  aderi’ al Partito Radicale guidato da Pannunzio e da Villabruna, nel quale sentendosi come “un cane in chiesa” (sono parole sue) rifiuto’ incarichi di direzione anche perchè preferi’ dedicarsi alla scrittura di libri ed al giornalismo d’inchiesta Il Mondo. La collaborazione al Mondo, iniziata sotto i migliori auspici nel 1949 (quando Mario Pannunzio, proprio lui, il direttore dalla vigilanza occhiuta e minuziosa, gli promise che i suoi articoli li avrebbe letti solo “dopo pubblicati”) la collsaborazione al Mondo iniziata nel 1949 continuo’ ininterrotta per tredici anni fino al 1962. Fu la stagione d’oro di Ernesto Rossi, durante la quale egli pote’ assecondare il genio profondo che lo agitava dentro, quello che lo traeva a tirare per il bavero anche le barbe piu’ venerande, denunciandone le malefatte, irridendone le asinerie, sbugiardandone le falsita’. I suoi articoli migliori Ernesto Rossi li raccolse in volumi dai titoli famosissimi, cosi’ famosi da diventare patrimonio della lingua comune. Due per tutti : I padroni del vapore (Bari 1956) ed Aria Fritta ( Bari 1955). Dal 1962 in avanti svolse la sua attivita’ di pubblicista su “L’ Astrolabio” di Ferruccio Parri. Nel 1966, quando la strada della sua vita andava ormai discendendo, gli fu conferito il premio ” Francesco Saverio Nitti”, che molto lo conforto’, ed in parte lo ripago’ di un’ esistenza scontrosa che gli era stata assai avara di riconoscimenti accademici. Il 9 febbraio 1967 moriva Ernesto Rossi. Qualche mese prima aveva scritto a Riccardo Bauer parole  presaghe che vibrano di un’ accensione poetica :” Se ci domandiamo a cosa approdano tutti i nostri sforzi e tutte le nostre angoscie non riusciamo a trovare altre risposte al di fuori di quelle che dava Leopardi : si gira su noi stessi come trottole, finchè il moto si rallenta, le passioni si spengono ed il meccanismo si rompe”. E ancora “Io non ho avuto mai paura della morte. Mi è sembrata sempre una funzione naturale inspiegabile come è inspiegabile tutto quello che vediamo in questo sporco mondo. Crepare un po’ prima o un po’ dopo non ha grande importanza : si tratta di anticipi di infinitesimi in confronto all’ eternita’, che non riusciamo nemmeno ad immaginare. Ma ho avuto sempre timore della “cattiva morte”. Nel Manganello e L’ Aspersorio , prende corpo la denuncia di questa forma di collusione tra l’ altare” ed il regime fascista antiliberale che con Mussolini si era instaurato al governo : polemica appassionata che investe contemporaneamente , dispiegando la stesso impegno , e la stessa carica dissacrante , sia il dominio della politica , sia quello della religione e dell’ economia. Parimenti ai grandi monopoli dello zucchero e dell’ elettricita’ , e alle forme di regime politico illiberali o antiliberali , l’ inclinazione alla conquista di zone d’ influenza e di ambiti di potere sempre piu’ vasti e pervasivi si rileva connaturata alla natura dogmatica e coercitiva della Chiesa : << Pochi italiani conoscono quale centro di coordinamento e di guida delle forze piu’ reazionarie è il Vaticano , e quale fattore di corruzione esso costituisce nella nostra vita pubblica con l’ insegnamento alla cieca obbedienza ai governanti , comunque delinquenti o in qualsiasi modo arrivati al potere , purchè prestino l’ ossequio dovuto al Santo Padre. Approfondiremo l’ argomento , oggi mi sono dovuto convincere che la soluzione di tutti i problemi-anche di quelli che riteniamo piu’ spiccatamente economici o tecnici dalla convivenza civile , è in funzione del modo in cui si riesce a risolvere la liberta’ di coscienza , cioe’ del modo in cui vengono regolati i rapporti tra lo Stato e la Chiesa>>. L’indignazione di Rossi nei confronti della Chiesa , e segnatamente alla pretesa di espandere capillarmente il suo controllo sulla societa’ , raggiunge il suo apice nel momento in cui si trova ad analizzare la natura ancipite del rapporto di Mussolini con il potere ecclesiastico : ateo e sboccatamente anticlericale , avverso ai valori diffusi del cattolicesimo sin dalle prime prese di posizione giovanili , si dimostrera’-a partire dalla seconda meta’ degli anni venti , con la firma l’ 11 febbraio 1929 dei Patti Lateranensi-un fervido ed ossequioso sostenitore della politica del Vaticano tanto da guadagnarsi l’ appellativo di “Uomo della Provvidenza” , confermando, da un lato , l’ intenzione esclusivamente strumentale che Mussolini aveva circa l’ uso del potere , e dall’ altro lato , l’ oblio della Chiesa riguardo i trascorsi ateo-socialisti del duce che non fanno che ribadire il disegno politico del Vaticano perseguito attraverso calcoli macchinosi e continui regolamenti di conti. Per disegnare correttamente la parabola intellettuale di Ernesto Rossi , non bisogna pero’ trascurare le oscillazioni che si avvertono nelle sue prese di posizione nei primi anni venti con l’ avvento del fascismo. L’ impegno intellettuale di Rossi nella lotta contro l’ oscurantismo e gli abusi del clero affonda le sue radici in una delle idee guida del Risorgimento italiano ” Libera Chiesa in libero Stato”. La questione della conflittualita’ dei rapporti della Santa Sede , con la pretesa di conservare il potere temporale , e il ceto dirigente italiano si era posta fin dai tempi di Cavour e Mazzini , assumendo i toni di un contrasto ideologico tra la volonta’ di modernizzare il Paese e il bisogno di mantenersi nella tradizione , tra i processi di modernizzazione politica e le “clericali” battute d’arresto. Secondo Rossi , la porzione di liberta’ e di autonomia guadagnata dallo stato laico attraverso le lotte risorgimentali  , culminate il 20 settembre 1870 , si dissolve l’ 11 febbraio 1929, giorno infausto, in cui la societa’ civile perdeva le speranze di potersi definitivamente affrancare dal potere della Chiesa. L’atteggiamento assunto da Rossi di schietto anticlericalismo e di rigoroso attaccamento etico alla norma della gestione di uno stato che voleva essere riconosciuto liberale , democratico e antiprotezionista , lo spinsero inevitabilmente verso un’ isolamento radicale nei confronti dei bempensanti di tutti i partiti-dal partito liberale a quello comunista- , che consideravano scomodo << fuori dal senso della storia>> e oltremodo pessimista il suo atteggiamento polemico ed il suo carattere “eccentrico”. Questa scelta di campo che illuminava l’ integrita’ del suo pensiero liberale, ovviamente , da parte del regime fascista non poteva dimostrarsi insidiosa ed ingombrante. Nella rilettura del Sillabo di papa Pio IX, promulgato nel 1864 assieme all’ enciclica Quanta cura che denunciava gli “errori del secolo” e ” le nefande inclinazioni di uomini iniqui”, Rossi da’ voce alle sue idee anticlericali in modo da difendere la causa della laicita’ attraverso un metodo rigoroso e puntualmente documentato : compiendo un uso sapiente di citazioni testuali tratte da documenti vaticani, encicliche, lettere pastorali, allocuzioni, giunge alle confutazioni delle tesi della Chiesa circa la liberta’ di stampa e d’insegnamento , dei rapporti tra poteri civili ed ecclesiastici e tutto il resto delle dinamiche di potere che costituiscono il fulcro della societa’ contemporanea , sono il pontefice e la Chiesa stessa a parlare di sè , della propria realta’ attraverso i documenti da loro stessi promulgati : << Questo è un libro anticlericale. La sua singolarita’ consiste nel fatto che non è stato scritto da un’ anticlericale , ma da otto pontefici che si sono succeduti , durante l’ ultimo secolo , “sulla Cattedra di San Pietro” : Pio IX, Leone XIII, Pio X, Benedetto XV, Pio XI, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI. Questa forma di anticlericalismo di Rossi non degenera mai in un’ atteggiamento irrispettoso o addirittura blasfemo nei confronti della religione , non indulge mai alle offese o al dileggio nei confronti dei credenti , ma si concentra esclusivamente sulla corruzione e sui privilegi della chiesa e del papato. Soffermandosi sul significato attribuito dalla Chiesa , ed in modo specifico da Pio IX  nel 1909 e da Pio XI nell’ enciclica Quas primas del 1925 , al precetto evangelico << Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio>> , dimostra come la Chiesa perverta l’ originale messaggio del Vangelo affermando la necessita’ di sottoporre alla Chiesa e all’ ufficio assegnatole da Dio , tanto l’ ordine sociale , quanto quello economico : << Quel che è di Dio, dunque, è della Chiesa perchè la Chiesa è il corpo mistico di Gesu’ , e quel che è di Cesare è pure della Chiesa perchè l’ uomo è una creatura di Dio e, fine ultimo dello Stato , deve essere quello di far osservare la legge di Dio per condurre gli uomini alla beatitudine eterna>>. Come si puo’ notare da questo passo tratto dal Sillabo e dopo, cio’ che Rossi mira a denunciare è la volonta’ della Chiesa ad accrescere sempre piu’ la sua ricchezza, di attestarsi come una tra le maggiori potenze finanziarie , e di investire i suoi capitali nei titoli delle imprese piu’ rilevanti ( gruppi monopolistici minerari e saccariferi , societa’ concessionarie di servizi pubblici ecc). Rossi non manca di sottolineare i legami della Chiesa con il fascismo sotto il profilo delle reciproche concessioni economiche , uno dei primi provvedimenti con i quali , a seguito della “Marcia su Roma” , Mussolini si assicuro’ l’ appoggio della Santa Sede fu il decreto del dicembre 1922 che aboli’ la legge sulla nominativita’ obbligatoria dei titoli ; provvedimento che permetteva alla Chiesa di sfuggire piu’ facilmente al controllo pubblico e di evadere il sistema delle imposte. “Il Vaticano è ancora oggi il principale centro di collegamento e di comando delle forze reazionarie di tutto il mondo per combattere la “piaga orrenda” del suffragio universale , “le pestilenze” del socialismo e del comunismo , i deliri della liberta’ di pensiero , di culto , di stampa , il flagello dell’ istruzione statale obbligatoria, e per conservare e restaurare la manomorta , il foro ecclesiatico e tutti quanti gli altri privilegi giuridici , economici e sociali che la Chiesa era riuscita a strappare alle autorita’ civili nel Medioevo” Io continuo a rompere le uova nel paniere a tutti coloro che vorrebbero vendere uova marce. Non so quanto potro’ durare ancora in questo mestiere. Ma finchè posso voglio continuare a prendermi il gusto di dire quello che penso su tutto e su tutti , senza riguardi. è un lusso che nel nostro paese non si possono permettere neppure i miliardari “

Il Manifesto di Ventotene, viene scritto da Ernesto Rossi e da Altiero Spinelli nel 1941 quando si trovano confinati nell’ isola di Ventotene. Il Manifesto circola prima in forma ciclostilata e successivamente viene pubblicato clandestinamente a Roma nel 1944, il volume viene prima intitolato Problemi della federazione europea, reca le sigle A.S. (Altiero Spinelli ), E.R. (Ernesto Rossi) ed è curato e prefato da Eugenio Colorni. Grazie alla corrispondenza tra Rossi e Luigi Einaudi , era pervenuta a Ventotene una vera e propria letteratura federalista sconosciuta alla gran parte della cultura politica italiana. L’idea di guardare al modello statunitense nell’ elaborazione di un progetto federalista per l’ Europa si nutre, in gran parte, di questa apertura di orizzonti dal punto di vista teorico, ma il grande passaggio compiuto dal Manifesto è il passaggio di un vero e proprio programma d’azione che , mettendo in luce la crisi dello stato nazionale , permettesse di ripensare l’ assetto geopolitico internazionale. Nella prefazione Eugenio Colorni afferma : << Si fece strada, nella mente di alcuni, l’ idea centrale che la contraddizione essenziale , responsabile delle crisi , delle guerre , delle miserie e degli sfruttamenti che travagliano la nostra societa’, è l’ esistenza di stati sovrani , geograficamente, economicamente, militarmente individuati, consideranti gli altri stati come concorrenti e potenziali nemici , viventi gli uni rispetto agli altri in una situazione di perpetuo bellum omium contra omnes>>. Attribuendo,  dunque, come causa prima dell’ imperialismo e delle guerre mondiali la teoria della ragion di Stato e l’ esercizio della sovranita’ statale , il Manifesto e la sua visione politica federalista , irrompe in modo del tutto alternativo sullo scenario rappresentato dal sistema degli stati nazionali , auspicando una strategia politico-economica completamente autonoma e innovativa rispetto ai precedenti assetti. In primo luogo il Manifesto pone con urgenza la prerogativa di realizzare una Federazione europea . obiettivo niente affatto utopico considerando la crisi post bellica dello stato nazionale e, anzi, la realizzazione di questa prima tappa non dovra’ essere che il preludio ad una Federazione mondiale di Stati. Problema prioritario di questo nuovo ordinamento internazionale sara’ quello di oltrepassare l’ anarchia internazionale nell’ ambito della risoluzione dei conflitti , di frenare l’ impulso di ciascuno stato di accrescere il proprio potere e prestigio internazionale , evitando in tal modo che la liberta’ politica e le problematiche istituzionali , sociali ed economiche vengano relegate sullo sfondo privilegiando la sicurezza militare e le spese belliche. Cadranno, pertanto tutte le vecchie linee di demarcazione formate tra progressisti e reazionari , tra i fautori dell’ istituzione di una maggiore o minore democrazia interna al singolo stato , tra la necessita’ che questo si costituisca o meno con una solida cultura socialista : la netta divisione sara’ marcata da coloro che continueranno a promuovere una forma stantia di lotta politica a sostegno del potere nazionale e , al contrario, coloro che coopereranno per dar vita ad una solida unita’ internazionale

Nei Padroni del vapore Ernesto Rossi , analizza la politica economica e l’ atteggiamento di alcuni ambienti industriali prima e durante il fascismo, estendendo a tale periodo critiche e appunti che aveva elaborato con riferimento alla situazione presente. Quando nel 1955, Angelo Costa , presidente di Confindustria , scriveva ad Ernesto Rossi proponendogli un contraddittorio nel quale si sarebbe fatto il possibile per far conoscere la verita’ sull’ industria italiana all’ opinione pubblica , Rossi accettando di buon grado , offri’ la possibilita’ di dare origine ad un dibattito pubblico di fondamentale importanza per comprendere l’ attualita’ e le istanze principali del suo pensiero liberista , contraddistinto da una netta avversione nei confronti di taluni aspetti monopolistici , di cartelli privati , dei consorzi autarchici e di tutti quei meccanismi di potere tesi ad inquinare il capitalismo e a svolgere un ruolo di consolidamento nei confronti dei regimi autoritari che tendenzialmente sono volti a fiancheggiare. Il tema del dibattito con Costa aveva come titolo “Gli industriali italiani” , ossia i Padroni del vapore, i grandi capitani dell’ industria italiana e tutti coloro che hanno come diretto referente la Confindustria. Rossi, criticando il capitalismo nelle forme “statalizzate” che ha assunto in Italia , non manca di manifestare il suo entusiasmo per il capitalismo americano dove la situazione concorrenziale non attende aiuti statali e s’ indirizza verso un cammino indipendente da quello del potere politico. L’altro bersaglio polemico di Rossi , indagato nella sezione dedicata alla Critica del sindacalismo , è il sindacato monopolistico e tutti gli assetti di potere in mano alle leghe sindacali , che rendono incisivo il ruolo di controllo dello stato e compromettono la libera formazione dei prezzi sul mercato. La polemica liberale contro il capitalismo è dunque volta a porre dei limiti allo sfrenato lassez faire che non interviene a ricucire le falle e le inefficienze generate dal mercato , sia a frenare gli interventi diretti di assistenza e l’ estensione del lavoro sindacalizzato. La pars costruens della sua Critica alle costituzioni economiche si propone come obiettivo quello di Abolire la miseria : imponendo delle riforme di straordinaria importanza-riforma agraria, terra a chi la coltiva-ed estendendo servizi pubblici e bisogni essenziali-cibo, alloggio, istruzione, assistenza sanitaria-a tutte le categorie sociali , la striscia della miseria tenderebbe ad accorciarsi , rendendo meno eclatanti alcune storture del capitalismo. Secondo Eugenio Scalfari , nella prefazione di capitalismo inquinato, la posizione di Rossi sul capitalismo italiano coincideva in almeno sei punti con quella dei liberali di sinistra : << Il libero mercato non è uno stato di natura , la libera concorrenza e la liberta’ di accesso al mercato sono situazioni perennemente a rischio , che debbono essere create e mantenute da apposite regole , il cui rispetto deve essere garantito da organi pubblici dotati di poteri penetranti di vigilanza e sansione. L’economia mista , si risolve di fatto in una privatizzazione dei profitti e in una publicizzazione delle perdite favorendo il diffondersi nel sistema di un’ elevato grado di corruttela>> Se, dunque, la genesi del capitalismo italiano a causa di una ristrettezza iniziale di capitali e della mancata compattezza di sviluppo da nord e sud , è riconducibile alla dipendenza e alla protezione di gruppi bancari , industriali e politici , inevitabilmente le caratteristiche del suo sistema sono sempre state la difficile concorenza , la mancanza di regole di controllo , lo sviluppo massiccio di cartelli e monopoli. Esclusivamente un’ azione di netta discontinuita’ con la politica delle partecipazioni statali e del protezionismo doganale puo’ , secondo Rossi, riformare e restituire trasparenza all’ intero sistema. Dunque applicare il settimo comandamento : non rubare. Questa è l’ esortazione che Rossi rivolge al Presidente di Confindustria Costa ed agli imprenditori italiani << Ma io non mi sono mai preoccupato che gli industriali guadagnassero troppo ; mi sono preoccupato che rubassero troppo ; e mettendo in luce questa consuetudine di alcuni di loro , ho sempre creduto di scrivere in difesa del bene comune>>. Gli strali lanciati da Rossi contro la corruzione del sistema capitalista sono indirizzati non alla pretesa di aumento del profitto degli industriali , quanto piuttosto alle licenze , alle concessioni esclusive , ai favoritismi messi in atto dall’ imprenditoria nel finanziamernto dei giornali , dei partiti politici , delle campagne elettorali , consentendo ad uomini di loro fiducia d’ inserirsi nei gangli vitali delle istituzioni. Per poter cogliere l’ autentico contributo politico-culturale fornito da Ernesto Rossi attraverso le sue riflessioni sulla situazione economica italiana , non è necessario interrogarsi se vi fu da parte sua una netta scelta di campo tra socialismo e liberismo , bisogna piuttosto individuare il bersaglio polemico delle sue critiche : da un lato il regime individualistico che garantisce la proprieta’ privata su gran parte degli strumenti materiali di produzione , incurante della miseria diffusa in larghi strati della popolazione ; dall’ altro lato le sue critiche si rivolgono al monopolio statale di tutti i mezzi di produzione , alla burocratizzazione di tutta la vita economica. Dunque secondo Rossi , la molla propulsiva dell’ economia deve essere rintracciata in un dinamismo economico che permetta di aumentare i mezzi materiali per la soddisfazione dei bisogni umani. Come afferma in Abolire la miseria . << L’eroe di questa grandiosa rivoluzione economica non è ” il fedele servitore dello Stato” mosso dal senso del dovere. è l’ imprenditore , che non ha lo stipendio sicuro alla fine del mese , comunque vadano le cose è l’ imprenditore, che costruisce la sua baracca sempre piu’ avanti , se scopre la possibilita’ di un nuovo guadagno , dove neppure arriva la tutela della legge>>. Questo eroe è, dunque, colui che ha avuto l’ audacia di avventurarsi in territori ancora inesplorati dai monopoli e che ha seguito le prime tracce di un cammino che ha poi permesso a tutta l’ umanita’ di procedere sicura.

La questione Federconsorzi. Un secondo ambito di attivita’ di Ernesto Rossi nella lotta contro i monopoli parassitari fu la questione della Federconsorzi , ente statale che aveva ereditato dalla gestione ammassi , esercitata dal regime fascista durante “la battaglia del grano” , e dal successivo periodo di tesseramento annoario , una struttura molto efficiente per l’ importazione , lo stoccaggio e la distribuzione del grano. Ernesto Rossi denuncio’ con fermezza che sotto la gestione di Bonomi questa stessa struttura era diventata ” una macchina” per gestire il consenso nelle campagne a favore di precise correnti della Democrazia Cristiana. La gestione ammassi lasciava , sempre a parere di Rossi , margini spropositati , a carico dei contribuenti e che erano impiegati per operazioni di corruzione politica. Significativi in questo senso i titoli dei volumi pubblicati sull’ argomento : La Federconsorzi e lo Stato e Viaggio nel feudo di Bonomi. Se poi si legge la lettera ad Alessandro Galante Garrone del 10 settembre 1963 si resta a bocca aperta per la straordinaria lucidita’ di un fenomeno di cui tutti avremmo preso coscienza trent’ anni dopo con “Mani Pulite” Purtroppo temo che il pateracchio con la DC sia diventato per il Partito Socialista una questione di vitsa o di morte , perchè da quando ha rotto l’ alleanza con il P.C.I. ha dovuto rinunciare alle principali fonti di finanziamento. Tutti parlano di programmi , di ideologie , di sacri principi , ma il nocciolo del problema è nei quattrini. I burocrati che tengono nelle loro mani le vere leve di comando dei partiti e che conoscono tutto e tutti-sono uniti fra di loro dal comune interesse e riescono ad imporre oramai quella politica di maggiori opportunita’ di compensi straordinari di tutti i generi Tratto da  varie fonti.. Dopo vent’anni dalla morte di Ernesto Rossi assistiamo alla scomparsa dell’area laica e socialista nel nostro paese. Scomparsi da tempo i liberali ed i repubblicani ora scompaiono i radicali , confluiti nel Pd, ed i socialisti molto probabilmente non avranno , rappresentanti in Parlamento dopo oltre un secolo di vita , a rappresentare il mondo laico , in Italia , resta soltanto la Sinistra Arcobaleno, questa è la realta’ dei fatti. Mi chiedo cosa c’ entrino i Radicali con i teocom, i teodem i Margheriti del partito democratico, gli opusdeisti, i ciellini alla Formigoni,  il Pd oramai è piu’ un calderone che un partito. Mai come ora vi sono , in Italia, grossi imprenditori impegnati direttamente in politica, Silvio Berlusconi, Matteo Colaninno, Caleano, i padroni del vapore controllano le televisioni, finanziano giornali e le campagne elettorali, in barba agli spettacoli comici e ad eventuali referendum, comprendi Beppe Grillo ?, povero Ernesto, chissa’ a cosa sta pensando da lassu’?. La fascia di poverta’ , nel nostro paese aumenta, investendo anche i ceti medi fino a dieci anni fa immuni dal fenomeno, la Chiesa cattolica è al minimo storico di praticanti ed al massimo del suo potere, siamo circondati da tutte le parti da partiti che si ispirano ai principi cristiani, Pd, UDC, PDL, e minutaglie varie, si mette in discussione la legge 194, dei PACS e dei Dico nessuna traccia, la laicita’ dello stato resta una chimera. L’unica cosa che si è realizzata è l’ Unione Europea, restiamo in febbrile attesa dell’ Unione Mondiale. Piero Ferrari segretario del Nuovo Partito D’Azione della Calabria e della Basilicata

Sonia Alfano for president

Posted Marzo 2, 2008 by Piero Ferrari
Categories: Calabria

Buonasera le associazioni antimafia della Sicilia insieme ai meetup siciliani con a capo quello di Palermo candidano a presidente della Regione Sicilia Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe Alfano ucciso dalla mafia. Il sottoscritto e tutto in Nuovo Partito D’ Azione della Calabria augurano una affermazione a Sonia Alfano e sperano che anche in Calabria si possa arrivare alle prossime elezioni regionali ad una analoga intesa politica, magari allargata ad altri soggetti associazioni dei consumatori ecc. ecc.. Piero Ferrari segretario regionale del Nuovo Partito D’Azione per la Calabria e per la Basilicata

Un primo marzo di resurrezione per la Calabria

Posted Marzo 2, 2008 by Piero Ferrari
Categories: Basilicata, Calabria, Costume, Italia, Link utili e consigliati, Nuovo Partito D' Azione, Politica, Rete per la Calabria, Riflessioni, Società

Sabato 1 marzo è stata una giornata storica. Migliaia di persone e centinaia di Enti da tutta Italia hanno sfilato in corteo lungo le strade di Locri testimoniando la Grande Alleanza contro la ndrangheta e le massonerie deviate , per la democrazia e la liberta’ in Calabria. Ad aprire la manifestazione un Segno eloquente che ha parlato a tutti : cittadini, istituzioni, associazioni , strutture di potere. Quattro grandi urne , collocate al centro della strada , con all’ interno fac-simili di schede elettorale , riportanti il decalogo per un voto libero e responsabile ( reperibile sul sito www.iovotolibero.it). I partecipanti sono stati invitati a prelevare la sceda per riappropriarsi simbolicamente del proprio diritto di votare liberamente. Durante il corteo sono state registrate 4.000 persone e si stima che nel corso di tutta la giornata - conclusa in tarda serata con un grande concerto - abbiano partecipato circa 6.000 persone. Gli Enti promotori hanno espresso grande soddisfazione per la buona riuscita dell’ evento , che ha visto la partecipazione sentita di realta’ provenienti da gran parte del territorio nazionale , oltre che dalla Locride e dalla Calabria , da cui secondo le stime sono giunte piu’ di 1500 persone. Sul palco il saluto di G Priolo , Vice Prefetto di Reggio Calabria , F. Macri’ sindaco di Locri , S. Zito Presidente assemblea dei sindaci della Locride , E. Cruccolini Presidente del Consiglio comunale di Firenze , che ha parlato a nome dei numerosi sindaci presenti , Mons. Cornelio Femia , Amministratore Diocesano di Locri- Gerace , che ha portato anche il messaggio di solidarieta’ e di vicinanza della Conferenza Episcopale Calabra. Nel pomeriggio si sono alternati sessioni musicali e di interventi : padre Alex Zanotelli , don Luigi Ciotti - in collegamento telefonico- Andrea Oliverio , Presidente Nazionale ACLI, Jonni Dotti , Presidente CGM , don Virginio Colmegna, e le rappresentanze di PAX CRISTI, LEGACOOP, CONFCOPERATIVE, AIAB , FONDAZIONE CASA DELLA CARITA’, ADDIOPIZZO , ASSOCIAZIONI ANTIRAKET CALABRIA, MOVIMENTO NONVIOLENTO, LIBERA CALABRIA,CTM ALTROMERCATO, GIOVANI DELLE ACLI, ASSOCIAZIONE BOTTEGHE DEL MONDO, RETE RADIE’ RESC, FEDERAZIONE TRENTINA DELLE COOPERATIVE, ICEA, CSV.NET, FEDERSOLIDARIETA’, FIBA, BILANCI DI GIUSTIZIA, RETE LILLIPUT, AMMAZZATECITUTTI, FICT, ARCIPELAGO SCEC, MOVIMENTO LAVORATORI AZIONE CATTOLICA CALABRIA, BBC CALABRIA, CIA CALABRIA. Il sindaco di Reggio Emilia- Graziano Delrio- in collegamento telefonico , ha invitato il Consorzio sociale Goel , Calabria Welfare e Comunita’ Libere , a ritirare la copia del Premio Tricolore, di cui il comune di Reggio Emilia è depositario e che assegna a realta’ che si sono distinte per l’ impegno in percorsi di democrazia e legalita’. Al termine degli interventi è stata annunciata l’alleanza dell’ asse Locride-Napoli-Palermo, con l’ intento di unire le forze nella battaglia contro tutte le mafie e le massonerie deviate, costruendo concrete occasioni di sviluppo. A concludere l’ evento la lettura del Sigillo dell’ Alleanza , con cui i presenti hanno assunto precisi impegni , l’ appuntamento per verificare il cammino percorso , al 1 marzo 2009. Tratto dal sito web www.perlacalabria.it. Piero Ferrari segretarion regionale del Nuovo Partito D’Azione per la Calabria e per la Basiicata

Manifesto del 1 marzo 2008

Posted Marzo 2, 2008 by Piero Ferrari
Categories: Basilicata, Calabria, Italia, Nuovo Partito D' Azione, Politica, Problemi, Rete per la Calabria, Riflessioni

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è nata una grande Alleanza per la Giustizia e la Pace in Calabria , con importanti conseguenze per tutta l’ Italia. Un’ alleanza composta dalla Societa’ civile , dalla Chiesa , da molte Confessioni  Cristiane , da gran parte del Movimento Cooperativo , dai Sindacati di alcune Regioni , dai Movimenti , dalle Associazioni , dal Volontariato, dalle Fondazioni , dalle Istituzioni , dalle Imprese sane e libere , dalle Famiglie e da tante persone di buona volonta’. Un’ alleanza dove ognuno , sottoscrivendo l’ Appello , si è assunto responsabilita’ ed impegni precisi. Difenderemo il percorso di cambiamento avviato dalle realta’ che compongono Comunita’ Libere e Calabria Welfare , un percorso di cambiamento per la Democrazia e la Liberta’ in Calabria : la ndrangheta e le massonerie deviate non osino ledere questo patrimonio per tutto il Paese!. Svilupperemo esperienze di mutualismo economico in Calabria per dare risposte concrete e democratiche ai bisogni della gente. Difenderemo le vittime della ndrangheta e delle Massonerie deviate , dovunque si presenti la necessita’, da Nord a Sud. Impediremo con ogni mezzo il contagio delle mafie e dei poteri occulti in tutte le regioni d’Italia. Ma dal palco del 1 marzo parte anche un messaggio di riconciliazione e di speranza : chiediamo infatti alle persone coinvolte di allontanarsi dalla ndrangheta , rivelatasi un grande imbroglio per la maggior parte di loro, se, allontanandosi, sapranno meritarsi la nostra fiducia e il nostro rispetto, attraverso pazienza, sacrificio e onesta’ , non mancheremo di rendere la mano , senza privilegi ma senza discriminazioni ; chiediamo alle persone che fanno parte delle massonerie deviate di abiurare senza indugio, guardando con gli occhhi della propria coscienza la devastazione prodotta dal loro fallimento nella nostra terra ; alla luce del sole contiamo di creare sviluppo e prosperita’ per la nostra terra , molto meglio di quanto abbiano millantato di fare le logge alle quali essi appartengono ; chiediamo ai Calabresi , a tutti gli italiani , di non cedere ad alcuna forma di scambio di voto , di informarsi accuratamente sui candidati e di votare con coscienza e responsabilita’ , pensando al futuro della nostra terra e dei nostri figli. Noi ci ponioamo tre obiettivi precisi e concreti , da perseguire con determinazione e serieta’ , a partire da domani : 1) Promuovere la nascita di una Fondazione di Comunita’ , ulteriore ausilio a questo percorso di cambiamento in Calabria; 2) costruire forme di mutualismo cooperativo che affranchino il nostro popolo dal ricatto della precarieta’ , vere e proprie Comunita’ Mutualistiche , che consentano alla gente di organizzare risposte concrete ai propri bisogni ed ai propri consumi: 3) dare vita ad una Scuola di Formazione per Dirigenti di Imprenditoria Comunitaria , per contribuire alla formazione di una nuova classe dirigente per la nostra regione , una classe dirigente sana , di grande competenza ed impregnata dei valori e delle visioni che hanno caratterizzato il nostro percorso fino ad oggi. Sullo sfondo l’ impegno per il rafforzamento della Rete di comunita’ Libere- per la difesa nonviolenta dagli attacchi della ndrangheta e delle massonerie deviate - e per la partecipazione alla nonviolenza attiva nelle comunita’ locali. Tutti sono importanti , nessuno è inutile in questo percorso. Da domani saremo di nuovo al lavoro per rispondere alla grande responsabilita’ che ci siamo assunti per e con la Calabria. Ancora piu’ motivati , numerosi ed uniti di prima!. Oggi 1 marzo 2008 è un grande giorno , a Locri nasce questa grande Alleanza per la democrazia e la liberta’. Tratto dal sito web www.perlacalabria.it. Piero Ferrari segretario regionale del Nuovo Partito D’Azione della Calabria e della Basilicata

Manifestazione di Locri in diretta TV

Posted Marzo 1, 2008 by Piero Ferrari
Categories: Basilicata, Beppe Grillo, Calabria, Costume, Italia, Link utili e consigliati, Metup di Beppe Grillo di Cosenza, Nuovo Partito D' Azione, Politica, Problemi, Rete per la Calabria, Riflessioni, Società

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Buongiorno vi informo che oggi si tiene a Locri un’ importante manifestazione organizzata dal consorzio sociale Goel, contro la ndrangheta e le massonerie deviate, vedra’ la partecipazione di 460 e passa associazioni nazionali e di 2000 sottoscrittori del manifesto. Per chi volesse seguire la manifestazione in diretta video basta che va sul sito www.perlacalabria.it, oppure cliccare su Rete della Calabria, nella lista di questo blog,  per vi sono le TV che la trasmettono e le radio , cliccate e buona visione e buon ascolto. La manifestazione verra’ trasmessa in diretta dalle ore 13,30 alle 18,30. Piero Ferrari segretario regionale del Nuovo Partito D’Azione per la Calabria e per la Basilicata

Alimentari rincari boom , tasse ai massimi dal 1997

Posted Febbraio 29, 2008 by Piero Ferrari
Categories: Basilicata, Calabria, Italia, Nuovo Partito D' Azione, Politica, Problemi, Riflessioni, Società, aumento dei prezzi dei beni di prima necessita', campagna del partito contro il carovita e la speculazio, carovita, debito pubblico, petizione contro il carovita, speculazione sui prezzi

L’inflazione a febbraio l’ inflazione è rimasta stabile al 2,9 5 (stesso dato di gennaio) . Lo comunica l’Istat in base alla stima preliminare. Su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,3%. Ma se l’ indice rimane al 2,9% lo stesso non si puo’ dire del prezzo del cibo. A febbraio i prezzi dei generi alimentari sono aumentati del 5% rispetto a febbraio 2007 e dello 0,5% rispetto al gennaio 2008. Lo comunica sempre l’ Istat precisando che si tratta della variazione piu’ alta dal 1996. In particolare il pane ha registrato un + 12,5%, la pasta un + 14,4% ed il latte un + 10%. Una brutta notizia per gli italiani che hanno visto gia’ nel 2007 la pressione fiscale raggiungere i massimi dal 1997. I prodotti alimentari hanno mostrato una netta accellerazione rispetto a gennaio , quando l’ inflazione del capitolo era stata pari al 4,5%. La spinta ha riguardato sia i lavorati che i non lavorati. Per i primi l’ aumento tendenziale dei prezzi è stato del 5% (+ 4,4 a gennaio) ; per i secondi il tasso d’ inflazione è arrivato al 4,6 (4,4% a gennaio). L’aumento è stato evidente per pane e cereali , voce che ha registrato un’ incremento annuale del 9,3%. Latte, formaggi e uova hanno registra0to un + 7,3 con la punta del 10% del latte . La carne ha messo a segno un + 3,7% anche se l’ Istat segnala un’ inversione di tendenza del pollame (- 0,5% congiunturale e + 5,7 tendenziale dal + 6,7 di gennaio.

BENZINA E GASOLIO. Aumenti a due cifre a febbraio anche per benzina e gasolio. Rispetto allo stesso mese dello scorso anno il prezzo della verde è aumentato del 13,1% , mentre quello del diesel è cresciuto del 16,9%. L’istituto di statistica segnala invece una diminizione dei prezzi rispetto a gennaio : per la benzina - 0,6% e per il gasolio - 1,4%. Occorre pero’ ricordare il calcolo dell’ inflazione, i prezzi vengono rilevati il primo ed il 15 di ogni mese. In questo caso sono esclusi i record dei carburanti segnati negli ultimi giornI. L’ Italia cresce poco ma nell’ ultimo anno il deficit pubblico si è ridotto di molto a causa dell’ incremento della pressione fiscale. A certificarlo è l’ Istat che ha comunicato che il Pil (prodotto interno lordo) nel 2007 è scresciuto del 1,5%. Secondo le ultime previsioni del governo , che risalgono a novembre, la crescita si sarebbe dovuta attestare sul 1,9%. Cala invece il deficit pubblico che nel 2007 si è attestato all’ 1,9% del Pil , il livello piu’ basso dal 2000 quando si attesto’ allo 0,8% grazie alla gara Umts. Il risultato è migliore del 2,4% stimato dal governo con i provvedimenti programmatici messi a punto lo scorso settembre. L’avanzo primario ha toccato nel 2007 il 3,1% del Pil contro 1,3% del 2006. Si tratta del risultato migliore dal 2001( quando si attesto’ al 3,2%) lo rende noto l’ Istat. L’ottimo risultato sui conti pubblici si è pero’ ottenuto a scapito di un’ incremento delle tasse. La pressione fiscale, sempre secondo l’Istat, salita nel 2007 al 4.3% del Pil , il massimo dal 1997 , l’ anno dell’ Eurotassa nel quale tocco’ il 43,7%. Tratto dal Corriere della Sera del 29/2/2008. A meno di due mesi dalle Elezioni Politiche ritengo che un po’ di cifre al posto delle solite chiacchiere e dei soliti proclami dei politicanti italici non facciano male. Da queste cifre se ne traggono due cose, la prima è che i prezzi dei generi alimentari e dei carburanti sono saliti alle stelle e che la pressione fiscale è ai massimi storici. Terminata la sbornia elettorale, il nuovo governo , qualunque esso sia si dovra’ confrontare con questi problemi, che toccano la vita quotidiana dei cittadini italiani, in special modo quelli meno abbienti. Per quanto riguarda noi neoazionisti, contiamo tramite dei banchetti, di raccogliere le firme per promuovere una petizione popolare sul tema della speculazione dei prezzi, che avevamo intenzione di fare , ma che obtorto collo siamo stati costretti dalla tornata elettorale a rinviare. La faremo non temete. Piero Ferrari segretario regionale del Nuovo Partito D’Azione della Calabria e della Basiicata

Gelo sui consumatori : la perdita del potere d’acquisto è del 35 %

Posted Febbraio 26, 2008 by Piero Ferrari
Categories: Basilicata, Calabria, Italia, Meridione, Nuovo Partito D' Azione, Problemi, Riflessioni, aumento dei prezzi dei beni di prima necessita', campagna del partito contro il carovita e la speculazio, carovita, petizione contro il carovita

Non si arresta la corsa dei prezzi e stagnano i consumi : l’ Istat ha certificato oggi che le vendite al dettaglio hanno fatto registrare nel 2007 una crescita dello 0,5 %. Un ‘ altro dato significativo è che a dicembre, mese tradizionalmente dedicato agli acquisti natalizi , si è registrato un calo nell’ ordine dello 0,6 % su base annua. Calo ancora piu’ accentuato al Sud e nelle Isole (1,1%). Tale andamento preoccupa Confcommercio soprattutto per i riflessi negativi che puo’ avere sulle prospettiva di spesa delle famiglie nel 2008 , e quindi, sulla crescita. L’ ufficio studi di piazza Belli rileva che la prevedibile riduzione di crescita del prodotto interno lordo e dei redditi per il prossimo anno , verosimilmente portera’ alla stagnazione delle vendite , almeno per la prima parte dell’ anno in corso se non per tutto il 2008 a prescindere dal t5asso d’ inflazione elevato. Inoltre , conclude una nota dell’ organizzazione, il profilo riflessivo dei consumi delle famiglie è un fenomeno che colpisce soprattutto i negozi con vocazione relazionale e di vicinato , quelli cioè che basano la propria forza sul servizio ai clienti. Altra doccia fredda sui consumatori arriva dall’ Eurispes secondo cui l’ inflazione è ormai all’ 8 %. Dal 2001 al 2005 l’ istituto di ricerca ha calcolato una crescita complessiva dell’ inflazione del 23,7 %. Dopo una fase di stasi , spiega l’ istituto di ricerca, l’ inflazione ha ripreso a crescere nel corso del 2006 e 2007 ad una media del 5 % ed ha registrato negli ultimi mesi del 2007 e in questi primi mesi del 2008 una nuova fiammata fino all’ 8 %. In considerazione di questo andamento la perdita del potere d’ acquisto tra le diverse categorie si è oramai attestata sul 35 %. è sempre di oggi la notizia che il prezzo della benzina continua a salire , toccando nuovi record. Tratto dal quotidiano La Stampa. Dopo le elezioni, con la vittoria di Veltroni o con la vittoria di Berlusconi, o con la grande coalizione, questi problemi che attanagliano le famiglie italiane si risolveranno d’ incanto, e le famiglie italiane vivranno senza pensieri e preoccupazioni, mangiando prodotti di qualita’, vestendo alla moda, girovagando in automobile, divertendosi e trastullandosi, bisogna solo tenere duro ed attendere che trascorrano questi pochi mesi. Piero Ferrari segretario regionale della Calabria e della Basilicata del Nuovo Partito D’Azione

Differenza tra Movimento-Associazione , partito ed area politica

Posted Febbraio 18, 2008 by Piero Ferrari
Categories: Basilicata, Beppe Grillo, Calabria, Italia, Nuovo Partito D' Azione, Politica, Presentazioe liste elezioni politiche 2008 Nuovo Partit, Rete per la Calabria, Riflessioni, Società, web tv calabrese innovativa e libera

Buongiorno a tutti voi , oggi intendo chiarire la differenza che passa tra Movimento- Associazione politica , partito politico ed area politica. Il movimento od Associazione politica , non concorre generalmente nelle tornate elettorali, si batte per un qualcosa, contro la mafia, a difesa dei consumatori, ecc ecc , ma non partecipa alle elezioni. Il mio partito aderisce , a pieno titolo, alla Rete per la legalita’ e l’ etica in Calabria, se la visitate , questo network è costituito da Associazioni o Movimenti, i quali non sono tenuti a partecipare ad elezioni, ragion per cui, il sottoscritto puo’ essere iscritto a queste associazioni, oppure ad un’ associazione consumatori tipo il Codacons , ad esempio, ed essere compatibili tali tessere con la tessera del partito. Il partito politico , invece concorre alle elezioni, per eleggere propri rappresentanti, in questo caso l’ iscrizione ad un’ altro partito è incompatibile con un’ incarico dirigenziale , come quello che ricopro io , nella maniera piu’ assoluta, come iscritto dipende dallo statuto dei singoli partiti ; ragion per cui essendo il mio partito inserito nella Rete per la Calabria , mi è parso doveroso estendere l’ invito a candidarsi o a concorrere alla raccolta delle firme a tali associazioni, ma esse non hanno non dico l’ obbligo di farlo, ma neanche l’ onere, perchè sono Associazioni o Movimenti, capite adesso l’ importanza e la differenza tra movimento-associazione e partito politico? è enorme. Se vi stanno degli sbarramenti elettorali oppure piu’ soggetti perseguono lo stesso fine che si fa ? si crea un’ area politica, per due motivi : ridurre i costi, rendere piu’ agevole l’ organizzazione e l’ azione politica, superare lo sbarramento. A questo punto chiedo a tutte le persone dotate di un minimo di buon senso , se Beppe Grillo tuona contro i partiti politici, i meetup anche, se le associazioni in quanto tali non concorrono ad elezioni, i meetup e Beppe Grillo neanche, in quanto non partiti, cosa siano non lo so,  organizzano infatti un’ altro spettacolo gratuito , il 25 aprile, una settimana dopo le elezioni, sull’ informazione asservita,( ma  questo fenomeno lo scoprite oggi? da oggi esiste? , ma da dove provenite da Marte?), i partiti non dovrebbero far politica ,  chi governerebbe l’ Italia Vittorio Emanuele di Savoia ? Simona Ventura? , ditemelo voi perchè non lo capisco nè Beppe Grillo, Elio Veltri, Pancho Pardi, Alagna, di questo personaggio non ricordo il nome, non sono mai riusciti a farmelo capire. Da una ventina di giorni non sento parlare piu’ nè di casta partitica, nè di antipolitica, nè di corruzione della politica, non vorrei che tra un paio di mesi, risentissi questo ritornello, o che venga nuovamente accusato di far parte della casta , solo per il fatto di essere iscritto ad un partito politico, perchè questa volta lor signori troverebbero pane per i loro denti, condito con un sonoro vaffanculo. Piero Ferrari segretario regionale del Nuovo Partito D’ Azione della Calabria e della Basilicata