Il pane lievita ancora, rincari del 71 %
L’ argomento appassiona davvero tutti. Ecome potrebbe essere diversamente visto che si parla di cibo e denari ?. Il rincaro profetizzato, annunciato e temuto trova conferma anche nei dati Istat con proiezione nella provincia di Cosenza. Da gennaio 2007 a settembre si registra un’ aumento del frumento duro del 71 %. La farina di frumento tenero invece è aumentata del 31 %
e il mais secco nazionale del 41 %. Ma le brutte notizie non finiscono qui , ma riguardano anche altri alimenti. Il latte spot, ovvero quello della pubblicita’, è rincarato del 43 % e con lui i suoi derivati, soprattutto le mozzarelle. Una vera calamita’ per i pizzaioli che lamentano un rialzo di un’ euro al chilo. Per l’ acquisto di frutta e verdura non va certo meglio. Le arance da gennaio ad aprile sono rincarate del 13 %.
Fin qui i dati. Ma comprendere le ragioni dei rialzi non è facile nè immediato. Secondo Italo Garraffa, presidente provinciale della Confederazione Italiana agricoltori (Cia) non si puo’ prescindere da ulteriori approfondimenti. Il rincaro c’è ed è innegabile, ma va anche precisato che il grano duro nella provincia di Cosenza ha un costo di 19,40 al quintale. L’ aumento del 71 % quindi, non è riconducibile al costo della materia prima , ma al passaggio della filiera. Il prezzo applicato dai produttori è appena il 20 % di quello pagato dai consumatori. Nella nostra provincia continua Garraffa prodotti tipici come uva da tavola, arance e limoni, l’ agricoltura le colloca ricavandone appena 1/5 del prodotto finale. Secondo la Cia i prezzi dei prodotti agricoli all’ origine sono diminuiti del 2,8 % con cali per alcuni tipi di frutta del 15 %. Non va meglio per gli ortaggi il cui prezzo è calato dell’ 11 %e del 10 per i suini. Ma è il caso di dire che i conti non tornano. I consumatori infatti constatano aumenti continui. E gli acquisti diminuiscono , nell’ ultimo mese sono crollati del 6 % quelli del pane e del 5 % quelli della pasta, mentre quelli di latte e derivati del 3,2 %. A far economia sono anche quelli amanti della frutta e della verdura. Si compra di meno anche l’ alimento principe delle diete mediiterranee. Si registra un calo del 4 %. Una tendenza che non conforta. Federico Longo, La Provincia cosentina. Vi ricordo che sul sito nazionale del partito www.nuovopartitodazione.it è possibile visionare e firmare la nostra petizione contro il carovita. Piero Ferrari segretario NPA Calabria