Guglielmo Giannini

Nato da una famiglia della piccola borghesia, a Pozzuoli (Napoli ) il 14 ottobre del 1891. Da giovane è uso all’ arte di arrangiarsi ed infatti esercita molti lavori  da autodidatta e viaggio’ per l’ Europa, qui si appassiono’ al romanzo giallo e comincio’ a scrivere con questa tecnica vari copioni. Solo dopo aver convinto i familiari riusci’ ad intraprendere la carriera giornalistica, e nel 1914 arrivo’ alla direzione dell’ Avanti. Da soldato partecipa alla guerra Italo-Turca ed alla Prima Guerra mondiale, ma al termine della Grande Guerra si trasferisce a Roma dove comincia la sua attivita’ di commediografo. Tra i suoi testi piu’ importanti ebbero particolare successo Parole D’ onore del 1923, Il castello di bronzo del 1931, La casa stregata del 1934, Mani in alto del 1936, Supergiallo ( dello stesso anno ) il sole a scacchi del 1940. Contrario all’ Ingresso dell’ Italia alla Seconda guerra mondiale ( scelta questa non dettata da un’ adesione al pacifismo bensi’ dalla convinzione della sconfitta certa ), fatichera’ per questa sua posizione a continuare a lavorare. Durante il conflitto bellico suo figlio Mario morira’ in battaglia nel 1942. A questo straziante episodio è dedicato il romanzo ” La Folla, scritto da Giannini poco dopo la notizia del decesso del figlio e portato alle stampe nel 1945. Nel 1943 Giannini si cimentera’ col cinema girando ben quattro film in un’ anno: ebbero pero’ ampio accesso alle sale soltanto Grattacieli e 4 ragazze sognano, entrambi con Paolo Stoppa come protagonista. Stanco della dittatura fascista e dell’ intromissione della politica nella vita dei privati cittadini Giannini si mise a capo di un movimento chiamato Fronte Dell’ Uomo Qualunque, il cui motto era ” non ci rompete piu’ le scatole”, nel 1944 nacque  il settimanale dell’ Uomo Qualunque ( ebbe una tiratura media di 80.000 copie), pubblicava in prima pagina una vignetta raffigurante un’ omino stritolato in grosso torchio guidato da due grosse mani che gridava Ahi !, stava a significare : attenti italiani che la partitocrazia vi stritolera’, facendosi interprete nel giornale del diffuso sentimento di insofferenza e insoddisfazione, soprattutto nell’ Italia meridionale, verso la classe politica dirigente da parte dell’ Uomo Qualunque, l’ uomo della vita quotidiana, l’ uomo che incarna i valori della folla, l’ uomo oppresso e torchiato dai capi e dai falsi ideali. Intorno al nuovo giornale si avvicineranno la piccola e media borghesia, strati di sottoproletariato, ma anche la Confindustria che lo finanziera’ fino al 1947 e poco dopo nacque anche il partito. Il movimento che avrebbe generato una pseudo-ideologia chiamata appunto qualunquismo, ottenne il 5,3 % dei voti alle elezioni politiche del 1946 , in cui pote’ contare su 30 seggi all’ Assemblea Costituente. L ‘Uomo Qualunque fece proseliti soprattutto al Sud, dove otteneva il voto dei grandi proprietari terrieri spaventati dalle rivolte delle masse contadine ( appoggiate dal Partito Comunista Italiano ) e dagli ex fascisti. La nascita del Movimento Sociale Italiano ed il rafforzamento della Democrazia Cristiana su posizioni piu’a destra causarono il crollo elettorale dell’ Uomo Qualunque. Nel 1947 Giannini dopo aver tentato di fare un’ alleanza elettorale con la Democrazia Cristiana ed il MSI, si avvicina al leader comunista Palmiro Togliatti che due anni prima aveva definito ” verme farabutto e falsario “, ma molti simpatizzanti dell’ Uomo Qualunque, allibiti da questa scelta, abbandonarono Giannini, messo alle strette, rinuncia al patto di amicizia col P.C.I. per formarne un’ altro con il Partito Liberale Italiano, ma ormai il danno è fatto : alle elezioni del 1948 il binomio UQ-PLI ottiene solo il 3,8 % dei consensi e poco dopo i liberali ne escono fuori. Nonostante il suo seggio alla Camera gli fosse stato riconfermato, Giannini fece confluire il suo partito dentro la DC in vista delle elezioni del 1958 : la nuova accoppiata riuscira’ ad ottenere il 42,3 % dei consensi ed il seggio di Giannini sara’ riconfermato. Tuttavia dopo le elezioni, Amintore Fanfani forma un governo di centrosinistra con il Partito Socialista Italiano e Giannini contrario alla formula politica, esce dalla maggioranza e confluisce prima nel M.S.I., poi nel Partito Nazionale Monarchico. Nel corso della sua esistenza durata 69 anni meno quattro giorni, fu anche sceneggiatore, librettista e direttore di compagnie.  IL PERIODICO. Giannini di matrice liberale e liberista affermava ” Non esiste e non puo’ esistere una politica di massa “, come ebbe a scrivere nel 1945 . L’accellerazione alla nascita di un partito di massa viene pero’ a crearsi con il Governo di Ferruccio Parri, insediatosi il 21 giugno del 1945. Il neo Presidente del Consiglio viene accusato dal settimanale di Giannini di essere inadeguato per la carica ricoperta. Il successo di tale iniziativa è tale che, spontaneamente, numerosi simpatizzanti si uniscono in gruppi definiti amici dell’ Uomo Qualunque, che assumono il nome di nuclei qualunquisti. Alla formazione dei nuclei qualunquisti, seguono la nascita delle sedi sparse nella penisola italiana, tesseramenti e formazione di segreterie. In un primo momento Giannini cerca di far confluire questa adesione popolare nel Partito Liberale Italiano, ma l’ opposizione di Benedetto Croce fa naufragare questo progetto. A seguito di questo rifiuto, Giannini decide di fondare il suo partito. Il primo congresso del neonato Fronte dell’ Uomo Qualunque si tiene a Roma tra il 16 ed il 19 febbraiodel 1946 IL PROGRAMMA. Il Fronte dell’ Uomo Qualunque concepisce uno Stato non di natura politica, ma semplicemente amministrativa, senza alcuna base ideologica. Uno stato tecnico che funga da organizzatore di una folla e non di una nazione. Secondo Giannini per governare ” basta un buon ragioniere che entri in carica il primo gennaio e se vada il 31 dicembre . E non sia rieleggibile per nessuna ragione ” . Da questa visione ne deriva che lo Stato deve essere il meno presente nella societa’. L’ economia deve essere lasciata totalmente ai privati in un sistema totale liberista. I punti cardine sono quindi : Lotta al comunismo, Lotta al Capitalismo della Grande Industria, Propugnazione del liberismo economico individuale, Limitazione del prelievo fiscale, Negazione dello Stato nella vita sociale del paese . A Parri succede alla guida del governo Alcide De Gasperi che attacca duramente la formazione di Giannini definendola filofascista. Oltre ai grandi partiti radicati nel territorio , anche la Confindustria guidata da Angelo Costa è ostile al Fronte dell’ Uomo Qualunque, per gli attacchi ricevuti da Giannini su presunti accordi tra la Grande Industria ed il sindacato, controllato dai comunisti. Nel 1947 il partito qualunquista ricopre un ruolo fondamentale per la nascita del terzo governo di De Gasperi. Giannini accetta l’ accordo per poter estromettere sia i socialisti che i comunisti dal varo della nuova compagine governativa. Questo avvicinamento alla Democrazia Cristiana rappresentera’ pero’ la fine del successo popolare del Fronte dell’ Uomo Qualunque. I sostenitori delusi del nuovo posizionamento dichiaratamente governativo abbandonano il partito . Quest’ ultimo si sciogliera’ nel volgere di pochi anni , confluendo nelle sue componenti maggioritarie nel Partito Nazionale Monarchico e nel neonato Movimento Sociale Italiano. Il termine qualunquismo, poi rimasto nel lessico politico con evidente accezione negativa, definisce atteggiamenti di sfiducia nelle istituzioni democratiche, di diffidenza e di ostilita’ nei confronti della politica e del sistema dei partiti,  di insensibilita’ agli interessi generali, che si traducono in opinioni semplicistiche e sostanzialmente conservatrici sui problemi dello Stato e del Governo. In verita’ il movimento era tutt’ altro che disinteressato ed insensibile alla vita politica del Paese , ma piuttosto sfiduciato dal sistema partitocratico e dallo scarso interesse che la politica mostrava verso i reali problemi della gente, dell’ uomo qualunque appunto. Guglielmo Giannini mori’ a Roma il 10 ottobre del 1960 all’ eta’ di 69 anni. Estatto da varie fonti. Risulta singolare come la storia sembra ripetersi ciclicamente. Oggi a sessant’ anni di distanza troviamo Beppe Grillo che puo’ essere benissimo paragonato a Guglielmo Giannini, e noi neoazionisti eredi di Fessuccio Parri e visipallidi, cosi’ ci chiamava il commediografo. Infatti apparentemente il Partito d’azione sigla Pda ed il Fronte dell’ Uomo Qualunque erano simili, ma nonostante alcune apparenti assonanze e somiglianze di facciata, qualunquismo ed azionismo si situano agli antipodi. Innanzitutto la storia. Giannini non a csao attaccava Ferruccio Parri. schernendolo com’ è noto ” Fessuccio ” Parri. Il qualunquismo declina molto facilmente verso la destra piccolo-borghese, conservatrice e reazionaria. I tratti del qualunquismo evolvono spesso verso il fascismo. Lo stesso Giannini milito’ poi nel Movimento Sociale se non vado errato. Le apparenze in comune sono nella critica ai partiti, alla partitocrazia. Ma al di la’ di queste i due processi vanno a sfociare in direzione opposta. Nel qualunquismo vi è lo svilimento totale della politica, una diffidenza piccolo-borghese e reazionaria quasi verso la democrazia. Giannini pensava da piccolo-borghese di destra che lo Stato potesse essere amministrato da un ragioniere, come un piccolo condominio. In questa visione meschina vi è tutto il disprezzo qualunquista e proto-fascista verso la cultura, verso la democrazia, verso la politica. Gli , azionisti ,al  contrario, criticavano la partitocrazia, perchè l’ autoreferenzialita’ dei notabili, dei professionisti della politica era stato il fattore che aveva tradito gli ideali del Risorgimento e della Resistenza. Nella concezione azionista la partitocrazia aveva ucciso ancora una volta lo spirito della Riforma, della Resistenza e rischiava di travolgere, come puntualmente avvenne, il gesto piu’ fortemente politico e piu’ fortemente rivoluzionario che questo Paese poteva produrre e che ancora aspetta dopo 60 anni e cioe’ ” la  Rivoluzione Democratica “. L’ azionismo è quindi una tipica cultura politica di sinistra riformista, anzi profondamente riformatrice, addirittura radicale e rivoluzionaria in certe sue forme, fortemente intrisa di cultura, di impegno politico che trascende gli stessi limiti del professionismo parlamentare. Il qualunquismo è una delle tare del carattere degli italiani, quello stesso che secondo gli azionisti aveva prodotto il fascismo, inteso, al contrario dei comunisti, non come una parentesi della storia d’ Italia, ma come la manifestazione piu’ profonda del carattere degli italiani. Commento di Piero Ferrari segretario regionale Nuovo Partito D’ Azione sezione Calabria

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One Comment on “Guglielmo Giannini”

  1. Salvo Zedda Says:

    Nel blog del Circolo Giustizia e Libertà di Sassari ho riportato con un mio commento questo tuo post.
    Ciao
    Salvo Zedda

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