Ambiente ed il gioco di 864 milioni di euro

Credevano di giocare con i soldi finti del Monopoli, al Commissariato per l’ emergenza ambientale in Calabria. Scrivevano su di un foglietto: entate e su un’ altro : uscite. Fine. Senza “un bilancio vero e proprio” Senza “una documentazione giustificativa” Senza un controllo della Ragioneria. Hanno speso cosi’ in otto anni, 864 milioni di euro. Lo dice la relazione finale, esplosiva, dell’ ultimo commissario. Che se ne va con una chiusa amarissima. “E molto altro potrebbe essere illustrato, se valesse la pena di raccontare avendo tempo e modo”. E soprattutto scopo. Questo è il punto : c’è ancora un senso, nel radiografare una situazione amministrativa di confine tra la sciatteria e la criminalita? La denuncia, 50 pagine da far ribollire il sangue, è stata inviata al premier Romano Prodi, al ministro dell’ Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, al governatore Agazio Loiero ed al capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Ed è firmata da Antonio Ruggiero, un prefetto che da anni viene sbattuto qua e la’ per l’ Italia a farsi carico delle situazioni piu’ rognose. Come quella di Isola Capo Rizzuto, dove il comune era andato in bancarotta, un terzo dei dipendenti comunali aveva precedenti penali o era stato indagato, il 93% non pagava la tassa sui rifiuti, il 97% non pagava l’ acqua, il 30% non pagava l’ ICI ed erano abusive perfino alcune tombe di famiglia costruite a ridosso del cimitero. Insomma stiamo parlando di un funzionario che dalle bombe ai tralicci in Alto Adige ai primi sbarchi di albanesi a Brindisi ne aveva viste tante. Come Commissario per l’ emergenza ambientale in Calabria, pero’, mai. O cosi’ almeno pare di capire dal rapporto con cui, dopo due mesi e mezzo, ricostruisce la sua esperienza alla guida dell’ organismo voluto ne 97, dopo l’ ennesima emergenza, per mettere ordine nel caos totale in cui agonizzava, il mondo dei depuratori, dei rifiuti, delle discariche. Setta capi ha avuto, in una manciata di anni, quel Commissario. Quattro presidenti regionali e tre prefetti, con proroghe su proroghe di poteri speciali usati, stando all’ inchiesta giudiziaria intitolata “Poseidone”, malissimo. Al punto che un’ anno e mezzo fa, tra i numerosi indagati per reati che vanno dalla truffa aggravata, all’ abuso d’ ufficio, fini’ anche l’ ex Governatore Giuseppe Chiaravalloti. 2Avete rilevato interessi di politici nazionali nella vicenda?” chiesero i membri della Commissione Parlamentare d’ inchiesta sul ciclo dei rifiuti ai giudici titolari delle indagini, Salvatore Musone, Isabella De Angelis e Luigi De Magistris. La risposta dei giudici fu eloquente : ” Prima di rispondere vorremmo disattivare il circuito audio-visivo interno. Come finira’ l’ iter processuale si vedra’. Ma il rapporto di Ruggiero, al di la’ degli aspetti penali,dice gia’ tutto. Dal 1998 al 2006 il Commissariato figura di aver avuto entrate complessive per 692 milioni e mezzo di euro e uscite per quasi 645 milioni, tanto che al passaggio di consegne fu detto al nuovo commissario, con una “certificazione da parte della Tesoreria provinciale dello Stato” (sic) che c’ era persino un saldo di cassa di 45 milioni di euro. Una bufala : nemmeno il tempo di mettere mano ai conti e saltava fuori “una pesante situazione debitoria” oltre 223 milioni. Che non figuravano nè nei vari passaggi di consegne nè nelle precedenti rendicontazioni. Possibile che non se ne fossero accorti? Ma cero che se n’ erano accorti, solo che tutto era stato occultato in una inestricabile selva contabile. Lo scrivente ha rilevato la mancanza di un bilancio vero e proprio e la distinzione delle somme in tre soli capitoli di contabilita’ speciale che rende oltremodo difficoltosa la verifica dell’ andamento delle spese relative ad ogni singolo intervento, perchè di fatto la gestione felle suddette contabilita’ è tipo conto corrente finalizzato, accusa il prefetto, ricordando di aver denunciato tutto alla Corte dei Conti. Per capirci, c’ erano solo dei “foglietti” di qua le entrate, di la’ le uscite. Fine. Si trattava di emergenze perchè non tener nota di tutto?. Le emergenze sono emergenze no?. Lo dice la parola stessa….Ed ecco centinaia di migliaia di euro ( quanti? non siamo riusciti a fare le somme) dati ad avvocati amici infischiandosene della regola che ogni vertenza doveva essere passata all’ Avvocatura dello Stato. Ecco i buchi del bilancio lasciati dai comuni calabresi in larghissima maggioranza riottosi nel pagare il Commissario quanto dovevano per la gestione dei depuratori dato che nessuno di fatto chiedeva loro i soldi, parzialmente recuperati solo adesso, con la creazione di 127 commissari ad acta, che sono riusciti a rastrellare in 127 comuni 21 milioni di euro mai versati. Ecco la scoperta che il programma di elaborazione dei dati contabili è di fatto inutilizzabile e non ha neppure un contratto di assistenza, anzi non si trova piu’ neanche il carteggio relativo al contratto a suo tempo stipulato. Ecco infine i ritardi dovuti ad una prassi burocratica che, nel casino totale di competenze e priorita’, era sostanzialmente finalizzata a ritardare tutto il ritardabile. Insomma, un disordine tale che vede la Calabria buttare in discarica il 50% della spazzatura, on si è ancora riusciti ad accertare una situazione complessiva e analitica dei debiti pregressi delle gestioni precedenti, delle quali non esiste una contabilita’ sistematica, nè relazioni tecnico economiche. Per non dire del personale, oltre i 64 dipendenti in organico, compresi i contrattisti e gli esperti, il prefetto ha scoperto che c’ erano a carico del Commissariato 41 fantasmi di cui non sapeva assolutamente nulla. Mai visti in faccia. Mai impegnati in alcuna pratica. Assunti con i contratti stipulati dal ministero dell’ Ambiente, nei quali è espressamente stabilito che il corrispettivo della prestazione resa sara’ corrisposto al Commissario delegato dietro attestazione del committente che il lavoratore ha regolarmente adempiuto agli obblighi contrattuali. Traduzione : ogni mese arrivava da Roma l’ ordine di pagare quegli sconosciuti senza che il Commissario fosse in condizione di indicare l’ attivita’ prestata dai  dipendenti in questione. Domanda : ma nessuno controllava? risposta no. Non risultano allegati nè gli atti che avrebbe dovuto produrre il servizio di controllo interno, nè i verbali della verifica amministrativa e contabile. Peggio : “le pezze d’ appoggio” per giustificare i conti, da parte della Ragioneria competente ” non è stata mai richiesta”Gian Antonio Stella, Corriere della Sera 9.12.2007. Questo articolo mi è stato inviato tramite mail da un dirigente nazionale del partito, senza scomodare nè le grandi firme, nè le grosse testate giornalistiche, il mio blog testimonia che, questo episodio ed episodi analoghi, non rappresentano il massimo della gravita’ di malcostume politico in Calabria, malcostume che non potrebbe esistere in tale entita’ e gravita’, senza l’ avallo dei vertici nazionali dei poartiti. A maggior ragione occorreva costituire un comitato permanente, composto da partiti, associazioni, movimenti, che coinvolgesse pezzi della societa’ civile per fronteggiare questa vera e propria emergenza democratica. Il sottoscritto si è adoperato per addivenire a questo, insieme al movimento Ammazzatecitutti, passando sopra vecchi rancori e sentimenti avversi ( di partito) verso Beppe Grillo,La lista Civica Nazionale e quant’ altro, mettendo da parte tutto per cercare di cambiare qualcosa, in questa martoriata regione. Gli altri, ed in un recente post, ho detto chi, e qua lo ripeto : Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Verdi, Giacomo Mancini, hanno ritenuto di agire diversamente, ( agire molto probabilmente dettato loro dai loro vertici nazionali, romani,) I risultati da loro conseguiti sono sotto gli occhi di tutti, i meetup di Grillo, presentano sempre delle loro specifiche caratteristiche,  quindi non li includo,  sono i meno responsabili, insieme a tutti gli altri componenti del suddetto comitato del (lusingiero) risultato conseguito. Stando cosi’ le cose non posso far altro che continuare ad informare , tramite questo blog, al momento elettorale forniro’ adeguata risposta alla sinistra dei sinistri. Piero Ferrari segretario regionale per la Calabria del Nuovo Partito D’Azione

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