I “Pizzini” di Agazio e Nicola la svolta per Why Not
L’ inchiesta Why Not prosegue e riserva molte novita’ : lo racconta Panorama nel numero in edicola da stamattina. FRA LE SOCIETA’ COINVOLTE ANCHE ALMAVIVA SUD AZIENDA VICINA AD ENZA BRUNO BOSSIO. Il pool di magistrati applicati al fascicolo, coordinati dal procuratore generale di Catanzaro Vincenzo Iannelli, sta facendo acquisire centinaia di documenti contabili e procedurali presso la Regione Calabria. Sono stati ordinati due accertamenti anche su due societa’ che potrebbero essere riconducibili secondo fonti investigative, ad ambienti politici : la Core soluzioni informatiche di Bologna e la Almaviva Sud costola dell’ Almaviva. Il pm Pierpaolo Bruni, secondo quanto racconta Panorama,nel frattempo ha ascoltato per due volte la testimone chiave, l’ impreditrice Caterina Merante, che ha confermato tutte le accuse, comprese quelle contro gli uomini considerati vicini a Prodi. Nel fascicolo sono raccolti anche biglietti da visita e lettere con alcune raccomandazioni per alcune assunzioni, indirizzate al principale indagato l’ imprenditore Antonio Saladino. I9 documenti che Panorama è detto in una nota, pubblica in esclusiva, sarebbero stati scritti a mano dal Presidente della Regione Agazio Loiero ( all’ epoca dei fatti Ministro degli Affari Regionali) e dal diessino Nicola Adamo, quando era assessore ai Lavori Pubblici. Il pool indaga sui vecchi reati contestati da De Magistris ( nessuna posizione è stata archiviata) ma non sono escluse altre ipotesi di reato quali la turbativa d’ asta ed il voto di scambio. Con il nuovo corso sono stati sostituiti anche i due consulenti di De Magistris : al loro posto sono stati incaricati gli esperti dello studio Perotti di Torino. La societa’ Why Not è stata oggetto di una massiccia azione di stabilizzazione provvisoria del personale che, pero’, non puo’ essere confuso con responsabilita’. Almaviva Sud è l’ emanazione del grande gruppo che ha rilevato Carisiel e che è gestito da Roberto Barletta , l’ amministratore delegato vicino ad Enza Bruno Bossio , mogli di Nicola Adamo. Intanto, all’ esito di approfondimenti investigativi effettuati, si ritiene di escludere che emergano, almeno allo stato degli atti, elementi diversi dall’ asserita esistenza di rapporti di amicizia tra Antonio Saladino ed il ministro Clemente Mastella e che quindi, vi siano fonti di prova, che depongano per la sussistenza di reati commessi a Roma. Si legge cosi’ nell’ atto con il quale il pm Sergio Colaiocco ed il mprocuratore capo della capitale Giovanni Ferrara hanno disposto la trasmissione del fascicolo , sull’ inchiesta denominata Why Not a Catanzaro. Nel documento si riportano i diversi passaggi compiuti a Roma, dopo l’ avocazione dell’ indagine al pm Luigi De Magistris e l’ invio del pg nel capoluogo calabrese. ” L’ iscizione di Mastella è sembrata doversi ricondurre , si spiega, alle sole dichiarazioni rese da Giuseppe Tursi Prato l’ 11 ottobre 2007, secondo le quali Atonio Saladino avrebbe riferito che Mastella è amico mio , ci sentiamo sempre…quelli dell’ Udeur in Calabria fanno quello che dico io, se ci sono problemi chiamo Mastella. Ma esaminati tutti i documenti raccolti nel corso dell’ indagine , questo ufficio non ha ritenuto alcun atto o condotta dell’ Onorevole Mastella in rapporto di strumentale connessione con le competenze di Ministro di Giustizia e pertanto ha proceduto in via ordinaria ai necessari approfodimenti d’ indagine al fine di verificare se emergessero fatti-reato e se gli stessi fossero stati commessi a Roma. Quindi assoluzione per Mastella, o almeno principio di archiviazione prevista e prevedibile per il guardasigilli. Il suo rapporto con Saladino era semplicemente amicale e non nascondeva altro. Del resto chi mai avrebbe potuto obiettare altro nei confronti del ministro di Giustizia in carica?. La novita’ grossa viene, invece dall’ inchiesta che promette sviluppi eccezzionali. Il ruolo attivo del Governatore e del suo vice nella selezione del personale non è una novita’, lo è, invece il modo con cui questo è avvenuto, mentre si profilano scenari di collegamento diretti con le societa’ satellite che gravitavano nel mondo dell’ informatica. Enzo Iannelli ha dato una risposta forte ed immediata a quanti dubitavano che l’ indagine, avocata a De Magistris, si arenasse. L’ uscita di scena di Mastella complica e non poco il quadro finora indiziario per molti bhig del centrosinistra calabrese. La confusione con il livello nazionale poteva creare problemi agli inquirenti ( e di fatto, li ha creati dalle vicissitudini patite da De Magistris). La concentrazione degli aspetti probatori sull’ asse Catanzaro-Cosenza prelude ad una deriva non immaginabile . chi erano i manovratori indisturbati che agivano non solo nel campo dell’ occupazione, ma in altri settori? E poi si trattava veramente di raccomandare qualche giovane al lavoro bo c’ erano interessi di sottofondo che stanno emergendo?. De Magistris lo aveva capito, Iannelli non hya buttato nel cestino quelle preziose carte. Mario Campanella La Provincia Cosentina del 14/12/2007. Non ritengo che vi sia bisogno di ulteriori commenti. Articolo chiaro e molto bello. Piero Ferrari segretario regionale per la Calabriadel Nuovo Partito D’Azione
Tags: Settimanale Panorama
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