Francesco Saverio Nitti
Nato a Melfi il 19 luglio 1868, Saverio Nitti fu uomo di pensiero, studioso di economia e di finanza. Attivamente impegnato nel campo politico,l’ elezione a deputato arrivo’ nel 1904 nel collegio di Muro Lucano. Nitti era un riformista sociale,schierandosi alla sinistra liberal democratica. al fine di adeguare profondamente le strutture pubbliche alle realta’ sociali ed economiche di un paese in grande trasformazione, Divenne Ministro dell’Agricoltura nel 1911, sotto il Governo Giolitti, ed inizio’ un processo di modernizzazione produttiva del Sud. Presidente del Consiglio, nel 1922 entro’ in collisione col pensiero fascista e lascio’ l’ Italia nel 1924, in seguito alle devastazioni della sua abitazione da parte di squadriglie fasciste. Srisse alla sorella “Io non tornero’in Italia se non quando potro’ liberamente parlare, liberamente scrivere, liberamente insegnare”. Tornato nella sua Patria dopo vent’ anni fu nominato membro autorevole della Consulta, poi dell’Assemblea Costituente, infine del Senato della Repubblica. Fu allievo di Giustino Fortunato e scrisse numerosi saggi sulla Questione Meridionale, tra cui quello dedicato all’ emigrazione, allo sviluppo industriale ed alla valorizzazione delle risorse naturali presenti nel Sud della Penisola. Statista tra i piu’ importanti in Italia ed in Europa cerco’ di elaborare piu’ volte un programma organico ed innovativo per l’ espansione delle forze produttive del suo Meridione. Svolse analisi dettagliate sulle cause “vere” del problema, dimostrando un’ innata dedizione e sincera fede per la sua terra. Ma molti fattori furono a lui contrari : la situazione politica del tempo e gli scarsi fondi stanziati per tale problematica. In uno dei suoi ultimi discorsi Egli disse “ Il Mezzogiorno ha avuto tutti i dolori della guerra e niuno dei benefizi che si sono largamente diffusi nelle zone industriali. Le popolazioni meridionali hanno tutto dato e nulla avuto, e non è possibile che non venga pure per esse un giorno di giustizia e luce”. Nitti ha quindi sostenuto che il Meridione è una delle risorse piu’ preziose della Penisola, al fine di valorizzare il suo sviluppo economico industriale. Il problema resta pero’ nella scarsa attivazione dello Stato in questa direzione, mirando a concentrarsi prevalentemente sulle attivita’ del Nord. Per l’ Italia meridionale Nitti propose di attuare un massiccio rimboschimento della sua terra arida mediante politica idrica fittizia. Secondo i suoi studi, le immense energie idriche della Calabria avrebbero potuto alimentare i nuovi impianti idroelettrici della Sila, fulcro per un graduato sviluppo industriale della Regione ed in quelle adiacenti, con benefici per il Sud e per l’ intera nazione. Queste le parole dello Statista : ” grazie ad un’ intensa collaborazione con i radicali Ettore Sacchi, Ministro dei Lavori Pubblici, con Angelo Omodeo e con altri tecnici, furono approvate nel 1911 la legge sulle opere di sistemazione idraulico forestale e di bonifica e nel 1913 quella che favoriva la costruzione di grandi bacini artificiali per la produzione di energia elettrica in Calabria ed in Sardegna”. Aspetto principale della riforma proposta da Nitti era l’ avviamento di un processo di industrializzazione di Napoli, citta’ che stava attraversando un crescente degrado, “il disordine della vita pubblica quale esso sia, è poca cosa di fronte al disordine profondo, alla depressione crescente della vita economica. Molte sono le forze ritardatrici, poche e scarse le forze utili, la borghesia è composta in gran parte di avvocati e medici : classi che vivono dunque di due calamita’ sociali : la lite e la malattia, mancano, fatte pochissime eccezioni, elementi industriali operosi”. Napoli doveva trasformarsi in un polo industriale capace di dare respiro all’ economia meridionale e per farlo era necessario un decisivo intervento dello Stato, che in deroga ai principi liberali avrebbe potuto ad esempio municipalizzare la produzione energetica per favorire lo sviluppo di nuovi stabilimenti. Ma il progetto nittiano viene realizzato solo in parte con la costruzione dell’ acciaieria di Bagnoli nel 1904, che pero’ non modificarono ne’ l’ economia cittadina nè l’ economia del meridione. Seguendo i suoi piani di valorizzazione delle risorse meridionali, basti ricordare la sua collaborazione tramite il Croce, alla Casa Editrice Laterza ed il suo contributo alla soluzione dell’Acquedotto Pugliese. Le cause analizzate da Nitti sulla tematica del Meridione sono le seguenti : posizione geografica, politica economica, politica interna. ” Lo sviluppo del Settentrione è dovuto a cause storiche ed alla sua posizione geografica. Per circa mezzo secolo è stato un drenaggio contuinuo, un trasporto di ricchezza del Sud al Nord. Tale ricchezza ha permesso la formazione di grandi capitali che han reso possibile la educazione e la trasformazione industriale del Settentrione. La posizione geografica di quest’ ultimo, l’ essere cioe’ situato ai confini dei paesi piu’ ricchi e colti di Europa. ha avuto inoltre la sua enorme e benefica influenza. Tutti questi elementi, uniti insieme, hanno determinato lo sviluppo della grande industria che, fino al 1860 mancava al Nord. Nel 1887 è venuta la politica doganale e il Mezzogiorno, da colonia di contribuzione si è trasformata in colonia di consumo in favore dei produttori settentrionali. Al Sud non rimaneva che un solo privilegio : quello di pagare le maggiori imposte. Il Governo prende le imposte ed impone la corruzione politica” Politica Interna “Cavour aveva intuito che la rigenerazione del Mezzogiorno dipendeva in gran parte dalla forza e dall’ onesta’ del Governo, ed invece soprattutto dopo il 1876, l’ Italia meridionale è stata considerata come “un feudo politico”, come il paese destinato a formare le maggioranze ministeriali. I Prefetti non hanno avuto altre funzioni che di indire elezioni, intere regioni sono state abbandonate a clientele infami. Il Governo non è apparso che sotto la forma della violenza e della prepotenza, spesso solo il carabiniere e l’ agente delle imposte hanno rappresentato lo Stato; la rappresentanza politica del Mezzogiorno è stata per lo piu’ formata di persone che hanno fatto servire il medaglino a procurare affari, a rendere piccoli favori ed a corrompere la giustizia” Politica Economica “Nel nuovo Regno unitario il carico fiscale si ripartisce in maniera diseguale in rapporto alla situazione patrimoniale e reddituale , gravando in misura maggiore sulle regioni meridionali che, inoltre, ricevono una quota di contributi statali (spese per servizi pubblici) inferiori al prelievo”. La teoria sulla diversita’ delle razze.”In Italia vi sarebbero due razze diverse e gli abitanti del Meridione apparterrebbero ad una razza inferiore, a quella mediterranea, la quale porterebbe in sè i germi della propria. Sarebbe vano quindi per noi meridionali lottare contro una triste invincibile fatalita’!”. “Niente è piu’ dannoso scriveva il Nitti che in nome di una falsa scienza stabilire cause d’ inferiorita’ che non esistono. Le attuali differenze tra il Nord ed il Sud non hanno alcun carattere di fatalita’ e di necessita’, esse sono l’ effetto di parecchie cause, fra cui principali il regime finanziario ed il regime doganale , che sono stati di grande vantaggio per il Nord e di grave danno per il Sud. L’ Unita’ ha fatalmente tolto al Sud le sue maggiori risorse . Ma pure in proporzione di gran lunga minore rispetto al Nord l’ Unita’ aggiunge lealmente il Nitti , ha senza dubbio assai giovato all’ Italia meridionale, giacche’ le sue provincie, prima impenetrabili, si sono aperte al soffio di una vita nuova e piu’ umana, vi è infatti , un maggior numero di strade, la cultura media e la coscienza generale si sono piu’ elevate ; il popolo è soprattutto piu’ libero” decadenza Il Meridione ha un domani? ” Quando io penso a tutte le cose buone che si possono fare, a tutto il male che si è fatto; quando vedo cio’ che siamo e quello che possiamo diventare, niuno sforzo mi pare eccessivo, niuna pena grande. Durera’ forse a lungo questo regno dei mediocri?. Siamo forse sempre schiavi degli stessi errori?. Oggi come ieri è tristezza, ma nell’ aria sono i segni della riscossa, e il malcontento, precursore della rinnovazione, comincia a conquistare gli animi. Se l’ atmosfera è ancora fosca, questi rossi bagliori non sono un tramonto di sangue, ma un’ alba di rinnovazione. E noi vedremo il mattino, poi che l’ abbiamo atteso con animo ridente”. Degne altresi’ di particolare menzione sono le sue pagine ed i suoi pensieri sull’ emigrazione, di cui, pur mettendo in luce i suoi meravigliosi risultati, non tace gli inconvenienti, è il fior fiore della nostra gente quello che emigra, quello fra i 20 ed i 45 anni, è quindi come un fiume di gioventu’ e di forza quello che l’ Italia riversa all’ estero, “Noi speriamo egli disse quindi alla Camera, subito dopo la guerra, nel famoso discorso del 26 novembre del 1918 di conservare all’ Italia, con un vasto programma di lavoro e di opere, la piu’ gran parte dei lavoratori, ma vogliamo che sia ben chiaro per i nostri amici d’Europa e fuori di Europa, che noi consideriamo ogni emigrante d’Italia una forza perduta pel nostro paese e come una ricchezza acquistata da altri. E pero’ noi pensiamo che all’ antica emigrazione povera sia necessario sostituire un’ emigrazione di qualita’, noi desideriamo che il tipo di lavoratori in ceca di modesti salari e spesso in concorrenza con gli operai dei paesi piu’ ricchi, debba sparire. Ma soprattutto Nitti vuole che il nostro paese si trasformi da esportatore di uomini, in esportatore di merci, che esso diventi, cioe’, un grande paese industriale Tratto da varie fonti e da me personalmente rielaborato. Piero Ferrari segretario per la Calabria del Nuovo Partitom D’Azione
Tags: Industrializzazione di Napoli, Questione Meridionale
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