Antonio Gramsci e la questione meridionale
Elaborando temi gia’ affrontati nelle Tesi di Lione , in settembre Gramsci inizio’ a scrivere un saggio sulla questione meridionale , intitolato Alcuni temi sulla quistione meridionale , in cui analizzo’ il periodo dello sviluppo politico italiano dal 1894 , anno dei moti dei contdini siciliani , seguito dal 1896 dall’ insurrezione di Milano repressa a cannonate del Governo Di Ruduni’ . Secondo Gramsci la borghesia italiana , impersonificata politicamente da Giovanni Giolitti , di fronte all insofferenza delle classi emarginate dei contadini meridionali e degli operai del Nord, piuttosto che allearsi con le forze agrarie , osa che avrebbe dovuto comportare una politica di libero scambio e di bassi prezzi industriali , scalse di favorire il blocco agrario-operaio , con la conseguente scelta del protezionismo doganale , unita a concessioni di liberta’ sindacali. Di fronte alla persistenza dell’ opposizione operaia , manifestatasi anche contro i dirigenti Socialisti riformisti , Giolitti cerco’ un’ accordo con i contadini cattolici del centro-Nord. Il problema è allora , per Gramsci , di perseguire una politica di opposizione che rompa l’ alleanza borghesia-contadini , facendo convergere questi ultimi in’ un’alleanza con la classe operaia. La societa’ meridionale , secondo Gramsci, è costituita da tre classi fondamentali : braccianti e contadni poveri , politicamente inconsapevoli , piccoli e medi contadini , che non lavorano la terra ma dalla quale ricavano un reddito che permette loro di vivere in citta’ , spesso come impiegati statali : costoro disprezano e temono il lavoratore della terra , e fanno da intermediari tra il consenso fra i contadini poveri e la terza classe , costituita dai grandi proprietari terrieri , i quali a loro volta contribuiscono alla formazione dell’ intellettualita’ nazionale , con personalita’ del valore di Benedetto Croce e di Giustino Fortunato e sono ,con quelli , i principali e piu’ raffinati sostenitori della conservazione di questo blocco agrario. Per poter spezzare questo blocco occorrerebbe la formazione di un ceto di intellettuali medi che interrompa l flusso del consenso fra le due classi estreme, favorendo cosi’ l’ alleanza dei contadini poveri con il proletariato urbano. Fonte Wikipedia. << Io non ho mai voluto mutare le mie opinioni , per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo stare in prigione vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato : ma non potevo fare diversamente. La vita è cosi’ , molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignita’ di uomini>>. Antonio Gramsci. Piero Ferrari segretario regionale del Nuovo Partito D’Azione della Calabria e della Basilicata
Novembre 27, 2008 at 4:03 pm
l’insurrezione di milano è del 1898. se copi articoli di Wikipedia, scrivi almeno che li hai presi da lì!