In manette il consiglere regionale Crea , dirigenti sanitari e i coinvolti nell’ omicidio Fortugno
C ‘è anhe il consigliere regionale Domenico Crea tra le persone arrestate stamane dai carabinieri aReggio Calabria nell’ ambito dell’ operazione chiamata “Onorata Sanita’ ” e riguarda un’ organizzaione mafiosa che faceva riferimento alla cosca Morabito di Africo e operava nel settore della sanita’ pubblica. Tra gl arrestati anche politici e dirigenti del servizio sanitario calabrese , accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso. L’ operazione ha portato all’ arresto di 18 persone tra cui Crea, esponenti della cosca Morabto di Africo ed anche persone gia’ coinvolte nell’ inchiesta sull’ omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno. Nell’ ambito delle indagini sul’ omicidio Fortugno piu’ volte era emerso anche il nome di Domenico Crea, pur non avendo avuto mai egli nssun coinvolgimento nell’ inchiesta. Crea eletto nel 2005 nelle liste dell’ allora Margherita , è subentrato nel Consiglio Regionle della Calaria dopo la morte di Francesco Fortugno. Le indagini dei carabinieri sono coordinate dalla Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Una clinica privata, di proprieta’ della famiglia del consigliere Crea, situata a Melito Porto Salvo, è stata sequestrata dai carabinieri nell’ ambio dell’ operazione “Onorata Sanita’ ” che ha portato stamane a Reggio Calabria all’ arresto di 18 persone, tra cui anche espnenti politici, ritenuti coinvolti in un’ associazone mfiosa che avrebbe operato nel settore della sanita’ publica. Nell’ ambito dell’ inchiesta sono indagate complessivamente 47 persone di cui 18 destinatarie di provvedimenti restrittivi in carcere ed ai domiciliari. Tra le persone coinvolte nell’inchiesta ci sono ache presunti esponenti della cosca Morabito di Africo. Le persone finite in carcere nell’ operazione di Reggio Calabria sono Domenico Crea, medico e consigliere regionale, Antonio Crea medico, figlio del consiliere regionale, diretore sanitario della clinica di residenza sanitaria assistita (rsa) convenzionata con il servizio sanitrio regionale “Villa Any” di Melio Porto Salvo, Antonio Iacopino, capostrttura della segreteria politica del consigliere Crea, gia’ direttore sanitario della clinica, Leonardo Gangemi, direttore amministrativo dell’ ospedale civile “T. Evoli” di Melito, Paolo Attina’, operaio forestale, pregiudicato, Giuseppe Pansera, medico, genero del capo cosca Giuseppe Morabito, detto “il Tiradritto” (attualmene detenuto nella Casa Circodariale di Novara per reati associativi di tipo mafioso), Antonio Saverio Foti, dipendente della Regione Calabria, autista di Domenico Crea, Alessadro Marciano’, impiegato nell’ ospedale di Locri (detenuto nella Casa circondariale di Cuneo perchè imputato nel processo Fortugno quale mandante dell’ omiciio), Giuseppe Marciano’, commerciante, figlio di Alssando, (detenuto nella Casa circondariale del’ Aquila perchè anch’ egli imputato nel processo Fotugno quale coautore dell’ omicidio). Agli arresti domiciliari sono finiti Peppino Biamonte, dirigente vicario del Dipartimento Tutela della Salute e Politiche sociali della Regione Calabia, Pietro Morabito, nato a Grisolia (Cosenza) gia’ direttore generale dell’ ASL 11 di Rggio Calabria, direttore generale ell’ azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, Laura Autelitano, medico, moglie di Antonio Cea, direttore amministrativo rsa “Vila Anua”, Francesco Cassano dirigente medico dell’ Ospedale di Melito, gia’ direttore del distretto sanitario n 4 di Melito, Salvatore Asaro, medico direttore del Pronto soccoro dell’ ospedale di Melito, gia’ geriatra all’ Unita’ di valutazione geriatrica dell’ Asl n 11 di Regguo Clabria, Domenico Pangallo, dirigente Asl Melito e responsbile dell’ Unita’ operativa ospedaliera pubblica/privata accreditata, gia’ direttore sanitario Asl 11 di Reggio Calabria, Roberto Mittiga collaboratore professionale, componente della commissione verifica dei requisiti minimi della Asl 11 di Reggio Calabria, Domenico Latella, gia’ direttore amministativo Asl 11 di Reggio Calabria ora in quiescenza. è un nuovo terremoto quello ch scuote la politica e la burocrazia quello della scorsa notte con i 18 provvedimenti emessi dal gip distrettuale di Reggio Calabria. Politica , mondo della sanita’ , alti dirigenti sia dell’ assessorato che di aziede sanitarie sono finite o in carcere o ai domociliari. Oltre a Crea sono stati arrestati il figlio Antonio, medico sanitario della clinica di residenza sanitaria assistita (rsa), convenziata con il sstema sanitario nazionale “Villa Anya” di Melito, il capotruttura politico dello stesso Crea Antonino Iacopino, gia’ direttore sanitario della clinica. E c’è anche Giuseppe Pansera, il genero del capo cosca Giuseppe Morabito, detto il Tiradritto e i due Marciano’ accusati del delitto Fortugno. L’ inchiesta condotta dai carabinieri di Reggio Calabria che stamane ha portato all’ arresto di 18 persone secondo gli inestigatori, ha messo in luce gli stretti legami tra ambienti mafiosi e politica e fatto emergere un’ ampia rete di meccanismi truffaldini che coinvolgeva dirigenti ed operatori dei servizi sanitari a livello regionale, provinciale e locale. ttraverso questa rete,secondo l’ accusa, venivano condizionate le scelte delle strutture politico-amministrative per favorire attivita’ ed interessi privati. I risultati dell’ inchiesta della Dda di Reggio Calabria che stamani ha portato a 18 arresti “consentono di inquadrare la matrice dell’ omicidio eccellente perpetrato ai danni dell’ on Fortugno proprio nel contesto del controllo politico-mafioso delle strutture sanitarie calabresi, e della provinia di Reggio Calabria in particolare”. A sostenerlo sono i magistrati che hanno coordinato l’ indagine. L’ inchiesta è stata gestita dal procurtore facente funzione Antonino Scuteri, dal capo dela Dda, Salvatore Boemi, e dai sosttuti Mario Andrigo e Marco Calamonci. Andrigo e Calamonaci sono i pm nel processo contro i presunti mandanti ed esecutori dell’ omicidio del vivepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, Francesco Fortugno, in corso davanti ai giudici della Corte d’Assise di Locri. Certo di mettere mani su di un’ assessorato regionale , Domenico Crea, il consigliere di centrodestra alla Regione Calabria arrestato stamani nel’ ambito dell’operazione dei carabinieri di Reggio sui rapporti tra Ndrangheta e politica nel settore della sanita’, voleva mettere gli “artigl” su di un’ assessorato regionale “per poterne spolpare a proprio piacimeno le risorse in termini sia di budget finanziario, sia di collocazione dei propri soldati nei posti chiave”. E quanto scrvono i magistratti della Dda reggina che hanno coordinato l’ inchiesta. La circostanza emerge da una intercettazione ambientale che risale al 3 agosto 2007 che registra un colloquio tra Domenico Crea e l’ ex dirigente dell’ Asl Antonio Iacopino, ritenuto dagli inquirenti, l’ attuale direttore amministrativo “occulto” della clinica privata Villa Anya di Melito Porto Salvo di proprieta’ della moglie di Crea e persona di assoluta fiducia della stessa Crea. La conversazione, sostengono i magistrati, costituisce forse il piu’ straordinario ed imponente riscontro all’ impostazione dell’ indagine nel suo complesso ed in tal senso risulta veramente clamoroso che tale riscontro provenga direttamente dalla bocca del protagonista principale di tutte le vicende oggetto dell’ indagine vale a dire Domenico Crea in persona, Crea , sostengono i magistrati, ha la certezza matematica di poter presto tornare a fare l’ assessore con il centrodestra, nonostante il caso Fortugno, le polemiche e tuto quello che è successo : e che non si tratti solo di un suo eccesso di ottimismo lo si capisce dal fatto che il suo discorso viene preso molto sul serio dal suo interelocutore. è la certezza dettata annota il magistrato della consapevolezza circa la solidita’ dell’ appoggio elettorale quando è possibile controllare fino all’ ultimo voto in modo capillare grazie a rapporti e sponsorizzazioni che non risentono in alcun modo delle avversita’ contingenti, il cammino politico diviene qualcosa di molto simile ad un”investimento” finanziario, a fronte del quale vanno comunque corrisposti gli interessi”. Si ha l’ inpressine da tutti questi accadimenti (da De Magistis a Fortugno ) di assistere ad uno scontro tra politica e magistratura, senza esclusione di colpi, noi stiamo dalla parte dei magistrati, non cetamente dalla parte di coloro i quali hanno ridotto la Calabria e l’ Italia nello stato in cui si trovano. Piero Ferrari segretario regionale del Nuovo Patito D’Azione della Calabria e della Basilicata