Cosche e politica arresti eccellenti
Sanita’, maledetta sanita’. Per agguantare la gestione dei flussi di denaro pubblico destinati all’ospedale di Locri è stato ucciso Francesco Fortugno. Per non farsi sfuggire il budget regionale della sanita’, pari a 3 miliardi e 360 milioni di euro l’anno senza contare “i servizi sociali”, è stato travolto da accuse pesanti come un macigno il consigliere regionale Domenico Crea . Diciotto misure cautelari, nove in carcere e nove ai domiciliari sono state emesse ieri dal gip di Reggio Calabria, Roberto Lucidano, nell’ ambito dell’ inchiesta “Onoraa Sanita’ “, ventinove invece gli indagati. Le accuse variano dal concorso esterno in associazione mafiosa a sostegno delle cosche Morabito-Zavettieri di Africo e Rogudi, Cordi’ di Locri e Talia di Bova Marina, per realizzare profitti o vantaggi mediante infiltrazioni in pubbliche amministrazioni ed alla Regione, avere procurato voti in occasione delle elezioni regionali del 2005 con la promessa di benefici economici e di posti di lavoro e l’ acqusizione del controllo di attivita’ economiche, di appalti, di servizi pubblici con particolare riferimento alla gestione del settore della sanita’ pubblica della regione Calabria. Nel mirino della Procura antimafia e dei carabinieri di Reggio Calabria sono finiti consiglieri ed ex assessori regionali, uno stuolo di manager e portaborse della sanita’ pubblica che hanno agevolatol’ accreditamento della clinica “Villa Anya” di proprieta’ della famiglia Crea. è il consigliere regionale Mimmo Crea l’ indagato apicale di “Onorata Sania’”. Le sue ambizioni, i suoi progetti, le sue mire di conquista staripavano rispetto alla tradizionale carriera politica. Si incastra da solo il consigliere regionale eletto nella Margherita, un passato da CCD, ed un presente da coordinatore regionale del Movimento per l’Autonomia. Le intercettazioni lo inchiodano, lui parla al telefono, parla in auto, parla ovunque sulle strategie politico-affaristiche ed i carabinieri annotano. La gestione della sanita’ calabrese è il suo pallino. Una corsa alle poltrone che contano in Giunta regionale a cui Mimmo Crea dedica in graduatoria : la sanita’ prima, l’ agricoltura e la forestazione seconda, attivita’ produttive terza, in ordine. Come budget sette mila miliardi, 3 miliardi e 360 milioni di euro hai ogni anno sopra il bilacio della sanita’ . Tu sei rsponsabile di tutto dalla programmazine alla gestione. L’ omicidio Fortugno è uno spartiacque delle indagini che hanno origini lontane. C’è da fare luce sull’ omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria e si delinea il collegamento tra Alessandro e Giuseppe Marciano’, i capi elettori su Locri ed il consigiere Crea. Che bocciato dall’ urna mette a rischio il bussines. Per accreditarsi con Crea riportarlo nella condizione di predominanza politica alla Regione, i Marciano’ pianificano l’ uccisione di Fortugno. Perchè l’ elezione di Fortugno mette in discussione gli equilibri politico-economici-mafiosi spiegano in conferenza stampa i magistrati della Dda di Reggio Calabria. La seconda parte dell’ inchiesta punta diritto a Villa Anya, la clinica di Residenza sanitaria assistita convenzionata con la sanita’ pubblica creata e gestita da Mimmo Crea attraverso familiari e manager compiacenti. Due i filoni fuorilegge accertati dagli inquirenti . Il ricorso di pratiche illecite nell’ ambito di diversi settori di interesse da quelli squisitamente amministrativi a quelli gestionali della casa di cura. Nella ragnatela di rapporti e relazioni illecite, spicca il rulo del dirigente vicario dell’ assessorato alla Sanita’ della Regione Calabria, Peppino Biamonte, che si manifesta sempre agli ordini di Crea. Quando urge al figlio di Crea, Antonio, lA specializzazione in “igiee, geriatria emedicina legale” e quando storna al bilancio regionale 500 mila euro destinati a diversa voce di spesa per favorire l’ accreditamentodi Villa Anya. Tratto dal Quotidiano della Calabria. A questo punto mi preme precisare che se si rendono illecite le intercettazioni telefonoiche, l’ opinione pubblica non viene a conoscenza di nulla, le indagini su tali fatti non si compiono, e viviamo tutti felici e contenti. Secondo , ogni qualvolta vi è uno sbarramento : scuola di specializzazione, accreditamento di strutture sanitarie impazza il favoritismo, la corruzione e gli appetiti vari, leciti ed illeciti, terzo che la politica calabrese corrotta e collusa è trasversale, investe entrambi i poli, motivo per cui il Nuovo Partito D’Azione della Calabria non si riconosce in nessuno dei due poli, quarto che quando la Stampa fa la Stampa, non vi è alcuna preclusione del sottocritto verso nessuna testata giornalistica. Piero Ferrari segretario regionale della Calabria e della Basilicata del Nuovo Partito D’azone