Mimmo Crea, l’ uomo per tutte la stagioni

I magistrati della Dda di Reggio Calabria lo definiscono << l’ uomo buono per tutte le stagioni>>. E a scorrere la sua lunga carriera di medico e di politico si capisce anche il perchè. Vent’ anni tra incarichi nella sanita’ pubblica e interessi in quella privata. Altrettanti da democristiano doc come amava definirsi. Capace, da centrista, di destreggiarsi in entrambi gli schieramenti. Domenico Crea è una macchina elettorale capace di spostare in poce ore migliaia di voti. Criticato a destra ed a sinistra per le sue frequentazioni poco chiare. Blandito da entrambe le coalizioni in occasione delle scadenze elettorali piu’ significative. Nato a Melito Porto Salvo il 28 agosto del 1951, sposato con due figl, Domenico Crea è dottore in medicina, specializzato in Igiene e sanita’ pubblica. Il melitese, nel basso Jonio reggino, è la sua storica riserva di preferenze. Un collegio blindato. Una roccaforte costruita a partire proprio dalla sanita’. Gia’ vice dirigente sanitario del Presidio poliambulatoriale di Melito Porto Salvo, ha assunto nel 193 l’ incarico di vice direttore sanitario presso ‘l’ ospedale “T. Evoli”Per diversi anni è stato anche vice presidente della Comunita’ Montana versante Jonio meridionale. I primi passi da politico li ha mossi in consiglio provinciale di Reggio Calabria. Negli anni 90 è tra i fondatori del Ccd. E col partito nato dalle ceneri della democrazia cristiana approda in Consiglio regionale. è dalla seconda meta’ degli anni 90 che diviene assssore all’ Urbanistica ed all’ Ambiente nella prima Giunta Nistico’. Quindi viene nominato assessore all’ Agricoltura nella successive Giunta Caligiuri. In seguito è stato capogruppo del Ccd. A furor di consensi viene rieletto ne 2000 sempre nella lista del Ccd, con circa 9.000 voti di  preferenza. Entra a far parte della Giunta Chiaravalloti col ruolo di Assessore al Turismo, Industria Alberghiera, Sport e spettacolo e trasporti. Di elezione in elezione cresce Domenico Crea. Le sue future politiche crescono di pari passo agli incarichi ed alle assunzioni che riesce ad imporre. è il 2003 quando il Presidente Giuseppe Chiaravalloti decide di scaricarlo. Crea se la segna al dito contro di lui e contro la Casa delle Liberta’. Entra a fare parte dell’ Udc,per poi, nell’ ultima fase confluire nel gruppo miso. Il clima elettorale è cambiato e lui si avvicina al centrosinistra  attraverso la Democrazia Europea di Sergio D’Antoni. Sono gli anni della costruzione della sua clinica privata di Villa Anya, che usa per assumere e promettere assunzioni. Per i magistrati << una gallina dalle uova d’oro>>. E sono gli anni in cui anche nel settore pubblico interviene per assumere capi dipartimento , primari ed infermieri. è un’ uomo importante che conta. Nel 2005 capisce che il vento è cambiato . Il centrosinistra presenta Agazio Loiero  ed è chiaro che si tratta di un candidato vincente  dopo il fallimento  della Cdl guidata da Giuseppe Chiaravalloti. Fa di tutto per essere candidato dala Margherita. Franco Fortugno è contrario ma lui è sponsorizzato dai vertici della Margherita regionale e nazionle. In Calabria si legge negli atti del processo Fortugno “nessuno se la sente di rinunciare ai suoi 10.000 voti”. Con 8212 voti , mette piede in consiglio dopo il 15 ottobre del 2005 davanti all’ assassinio del vicepresidente calabrese. Il suo nome affiora quando nella primavera successiva vengono arrestati Alessandro e Giuseppe Marciano’, padre e figlio, indicati come gli organizzatori dell’ asasassinio Entrambi sono suoi capi elettori e Giuseppe ha lavorato nella struttura politica di Crea per alcuni mesi. Mai indagato per il delitto Fortugno, il dottore continua la sua attivita’ poitica. Nel 2006 contribuisce alla vittoria del centrosinistra alle provinciali, che incoronano il diessino Giuseppe Morabito. Quindi la crisi e la polemica con dielle. Crea lascia e si affianca alla Dc per le autonomie di Gianfraco Rotondi. Siamo nel 2007 e Crea si spende per le comunali di Reggio Calabria , al fianco del sindaco di An Giuseppe Scopelliti. Da destra e da sinistra senza soluzione di continuita’. Per la Dda reggina al di la’ dei suo cambi di casacca Domenico Crea era sempre punto di riferimento di almeno tre cosche della jonica reggina, gli Zavetieri di Rogudi, i Morabito di Africo e i Cordi’ di Locri. Tratto dal Quotidiano della Calabria. Questo articolo non l’ ho scritto io ragion per cui dovrebbe essere chiaro a tutti del perchè il sottosciritto non aspira minimamente ad essere eletto in nessuna assemblea elettiva della Calabria.Calabresi stavolta non vi sono suse, se saranno rieletti i soliti uomini, non servira’ a nulla lamentarsi. Ecco spiegato chiaro e tondo del perchè il sottoscritto ed il suoi iscritti calabresi si disinteressano completamente delle alchimie partitiche nella regione Calabria. Piero Ferrari segretario regionale del Nuov Partito D’Azione della Calabria e della Basilicata

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