La sinistra a pezzi
Buongiorno come uomo di sinistra , voglio fare alcune considerazioni sulla sinistra uscita a pezzi dalle elezioni politiche 2008. Per prima cosa voglio dire che Veltroni non ha perso le elezioni, a lui non interessava vincerle , a lui interessa imporre all’ Italia il modello politico americano , due partiti molto simili , interscanbiabili, se poi il 50 % dell’ elettorato non va a votare a lui poco importa per fare questo ci sara’ o una modifica della legge elettorale o il refeendum Segni-Guzzetta, ma ci si arrivera’. L’ esito delle elezioni politiche ha sancito il taglio delle estreme , la destra e la sinistra. Voglio soffermarmi su quest’ ultimo aspetto. In Italia vi è tanta sinistra nella societa’, non maggioritaria, ma considerevole, si tratta di stabilire quale sinistra ricostruire. Vi è una sinistra che si rifa’ al Socialismo europeo, di stampo socialdemocratico europeo, moderna che guarda non solo alla lotta di classe , agli operai ed agli sfrattati , ma anche al ceto medio immiserito, ai giovani precari scolarizzati, professionalmente qualificati , ma poco sfruttati professinalmete e sottopagati ecc ecc , quella alla quale io personalmente mi sento piu’ vicino , sinistra che dovrebbe occupare il posto lasciato vuoto dai DS. Infatti col tempo molte persone di sinistra che hanno votato Pd si accorgeranno che tale contenitore di sinistra non ha nulla e questa sinistra moderna dovrebbe essere capace di intercettarla. Poi vi è la sinistra che ha fatto flop, costutuita da Comunisti Italiani, Verdi e Rifondazione. Ancorati ad un ‘ idea di sinistra che non esiste piu’, restia a discutere in maniera non pregiudiziale dei temi dell’ immigrazione , della sicurezza, dell’ investimento in ricerca e sviluppo, capace solo di dire no al nucleare, agli inceneritori, alle discariche , ecc ecc senza dirci dove depositare i rifiuti, una sinistra burocratizzata, che ha smesso di stare a contatto col suo popolo, autoreferenziale, presuntuosa, e per nulla democratica. Poi vi è la sinistra estrema che si batte per costruire in Italia una societa’ comunista o anticapitalista nel futuro , anche i prossimi secoli. Quindi nella societa’ italiana vi sono tre sinistre, la prima sinistra che si rifa’ al Socialismo europeo , la seconda sinistra, ambientalista-operaista, la terza sinistra , comunista. Queste tre sinistre non possono coesistere insieme , possono formare un mero cartello elettorale e nulla piu’. La seconda sinistra, che rappresentava il grosso della Sinistra Arcobaleno ha fatto flop per vari motivi, farei notte ad elencarli tutti, i principali sono : essersi poltronizzata , assessorializzata, perdendo il contatto col suo popolo , con la sua base in cambio di Presidenza della Camera , di ministeri, di assessorati regionali all’ ambiente, di consulenze e posti per parenti ed amici, per dire no a tutto , per tacciare di razzismo chi pone in maniera non demagogica il problema dell’ immigrazione , della sicurezza nelle periferie urbane , con il risultato che il suo popolo ha finito per votare la lega Nord. La terza sinistra vale a dire Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Critica e la miriade di partitini e groppuscoli, in Italia non vanno oltre l’ 1- 1,5% , mai andati , questo è il loro peso e lo dimostra il fatto che di fronte alla catastrofe elettorale dell’ Arcobaleno , loro non sono stati in grado di raccogliere piu’ dell’ 1 % dei consensi , non riuscendo ad intercettare l’ astensionismo di sinistra. Quindi quando parliamo di sinistra bisogna capire a quale delle tre sinistre ci riferiamo. Io personalmente mi auguro che dalle ceneri nasca una sinistra moderna , di stampo socialdemocratico nord europeo, attualmente assente in Italia, che non parli solo di laicita’ , di coppie di fatto, di diritti dei gay, argomenti che fanno presa una piccola parte della popolazione , l’ 1 % , la forza elettorale dei socialisti, una sinistra che coniughi il tema della riduzione del debito pubblico mediante una tassa patrimoniale proporzionale e progressiva, che guardi al ceto medio immiserito e proletarizzato, al mondo giovanile , parlando ai giovani, occupandosi dei loro problemi, di uno sviluppo ecocompatibile senza dire no a tutto, di una sinistra che lasci i ministeri , gli assessorati regionali e parli alla gente , che si occupi dei loro problemi quotidiani, che non faccia due , tre grandi kermesse all’ anno, ma che faccia politica giorno per giorno, a fianco della gente che si occupi come il mio partito dei singoli problemi , al posto di prefigurare societa’ alternative, utopie o disquisizioni filosofiche di Bertinottiana memoria Occorrono per far risorgere la sinistra italiana dalle ceneri tre condizioni, ricambio della sua classe dirigente in toto , sia a livello nazionale che periferico, cessare di fare i burocrati , stile politburo sovietico e stare in mezzo alla gente, nelle piazze, non essere partito di lotta e di governo , ma scegliere cosa essere, se l’ uno o l’ altro. Senza queste condizioni vi continuera’ ad essere in Italia tanta sinistra senza rappresentanza parlamentare, pensare di unire le tre sinistre ? , impossibile. Questo mi sento di dire da uomo della sinistra che lavora e che non vive di politica. Piero Ferrari segretario regionale del Nuovo partito D’Azione della Calabria e della Basilicata
Aprile 20, 2008 at 11:10 pm
Ciao Piero, condivido in gran parte la tua analisi come successo molte volte in molte discussioni sul forum dell npa.Credo tuttavia che l’immiserimento ideale della politica italiana e la sua conseguente deriva qualunquista e populista siano motivo di preocupazione, sopratutto perché ci troviamo di fronte ad un panorama giornalistico che pensa a tutto tranne che ad informare; il risultato di tutto ciò e un chiaro deficit democratico.L’avanzata leghista é motivo di preocupazione anche se favorita da mezzi di comunicazione fortemente schierati che non fanno altro che dipingere il nostro paese come una sorta di girone infernale della cronaca nera, aumentando in modo esponenziale la percezione di insicurezza. Che sicurezza dovrebbero garantire poi gli alleati di Dell Utri,Berlusconi e del pluri pregiudicato Ciarrapico non lo capisco, ma si sà nel nostro paese l’ipocrisia e talmente forte tra i politici che nessuno ci fa più caso. Quel che mi stupisce e il fatto che i leghisti sostengano tutto il contrario di tutto anche in materia di riforme, parlano di federalismo fiscale senza concepire che il federalismo può essere solo politico e deve essere accompagnato ad un progressivo razionamento degli enti territoriali(abolizione delle province, delle comunità montane e accorpamento dei comuni ), solo in questo modo esso può diventare funzionale, un altro nodo sta nel capire di quali competenze i comuni dovrebbero avere in materia di gestione territoriale partendo dal fatto che nel programma del Ppl e prevista la completa privatizzazione dei servizzi pubblici che per l’80% dei casi e di interesse municipale, compresa l’acqua. Quindi una domanda mi sorge sposntanea : i leghisti hanno come motto da anni “padroni a casa nostra” ma padroni di cosa ? Probabilmento grazie a questo governo non saremo nemmeno più padroni dell’acqua che esce dai nostri rubinetti. Solo una becere concezione sociale e politica può ritenere la presenza di immigrati un fattore che influenza la vita colletiva più che l’accentramento di fonti primarie e strettamente territoriali nelle mani di pochi singoli individui in situazione di monopolio o oligopolio. Ciao Piero e buon lavoro.
Aprile 21, 2008 at 1:04 pm
Ciao Ares è un gran piacere ritrovarti. Sai come la penso , esttamente come te sul federalismo politico, abolizione delle province , eccorpamento dei comuni ecc ecc. A mio avviso le mancate risposte o meglio il tradimento del proprio elettorato da parte di Sinistra Arcobaleno, ha spalancato le porte, contro i loro interessi alla Lega Nord. Rammento voto contrario all’ abolizione dell’ esenzione Iva ed Ici sugli immobili del Vaticano non aventi carattere di culto, per questo siamo stati richiamati dalla comunita’ europea, voto a favore di tutte le guerre con aumento vertiginoso delle spese militari, peggioramento a partira da una certa data dello scalone di Maroni, nessuna risposta concreta sulla precarizzazione del lavoro e mi fermo qua per pieta’. E’ logica conseguenza che in assenza di una Sinistra, nessuna delle tre sinistre è rappresentata in Parlamento, arrivino proposte come la privatizzazione dell’ acqua o gli attacchi frontali di Montezemolo ai sindacati ecc ecc. Adesso pero’ il dilemma sta nel come ricostruire la Sinistra e quale Sinista , di che tipo. Mi auguro di risentirti presto. Piero Ferrari